Bullismo, approvata la mozione di FI. La De Girolamo: «Niente sconti»

Stop al bullismo. Il governo dovrà «intraprendere ogni possibile iniziativa finalizzata a prevenire e contrastare il fenomeno del bullismo e del cyberbullismo, con particolare riferimento alla tutela dei minori, anche mediante campagne di informazione e sensibilizzazione dell’opinione pubblica». Lo prevedono le mozioni sul bullismo approvate dall’aula della Camera. «Esprimo grande soddisfazione per l’ok della Camera dei deputati alla mia mozione sul bullismo», ha detto Nunzia De Girolamo, deputata di Forza Italia, che intervenendo a Montecitorio ha ricordato alcuni terribili casi di bullismo: «Dati alla mano, l’ultimo rapporto dell’Organizzazione mondiale della Sanità certifica che il due per cento delle ragazze e il tre per cento dei ragazzi, afferma di aver subito atti di bullismo nella sua vita. Una ricerca del Censis e della polizia postale, evidenzia che nella metà delle scuole italiane prese in esame sono avvenuti atti di bullismo attraverso la rete, nonché tentativi di adescamento da parte degli adulti, vessazioni, minacce, invio di foto o video a contenuto sessuale».

Bullismo, le vittime “preferite” sono le ragazze

Vittime, più di tutti, sono le ragazze: il 7,1 per cento contro il 4,6 dei ragazzi. Si parla di statistiche che riguardano soprattutto adolescenti di età tra i 14 e i 17 anni. «Tutto ciò rende evidente l’inadeguatezza degli attuali strumenti di monitoraggio e di contrasto, contro un fenomeno ormai devastante che sta producendo danni sempre più irreversibili nei confronti di giovani vittime», ha aggiunto la De Girolamo. «Per questo si rendono sempre più necessari, e con estrema urgenza, degli interventi educativi e formativi che possano arginare il fenomeno. Proprio per questo, il Parlamento in primis, ha l’obbligo istituzionale di garantire un’adeguata diffusione della “media education”. È indispensabile per la salvaguardia del nostro modello sociale, sviluppare delle adeguate competenze, che inculchino nella testa dei giovani le principali regole che consentano di convivere senza violenza e prevaricazione».