Brennero, anarchici e Centri Sociali preparano un nuovo assalto all’Austria

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L’appello è stato diffuso sul web in varie lingue, tra cui l’arabo ed il greco. Una convocazione al Brennero per manifestare sabato prossimo, 7 maggio, all’insegna dello slogan “Abbattere le frontiere”. No global, anarchici, Centri Sociali ed estremisti di sinistra si preparano per dare l’assalto al valico del Brennero e protestare così contro la decisione dell’Austria di incrementare i controlli alla frontiera e controllare così il flusso degli immigrati. Il tam tam digitale di centri sociali e anarchici è finito sui social in tutta Europa per tentare di coinvolgere quanta più gente possibile. C’è da attendersi un vasto spiegamento di forze da parte austriaca, come accadde due settimane fa in occasione di un’analoga manifestazione, nel corso della quale un capetto del Centro Sociale Tpo di Bologna, Gianmarco De Pieri, candidato alle comunali di Bologna per Coalizione Civica, considerato vicino al candidato sindaco Federico Martelloni di Sel-Si, fu fermato per breve tempo dai gendarmi austriaci. Ma il Viminale minimizza. E parla di una presenza limitata ad alcune centinaia di manifestanti. I promotori hanno pubblicato sul web anche un numero di telefono per informazioni, 3452210099, ma a chi chiama viene risposto: «Abbiamo deciso di non parlare con la stampa». I manifestanti sembrano temere più il freddo che le dolorose manganellate degli agenti austriaci tanto che sui siti viene ricordato «che il valico del Brennero si trova a 1300 m di altezza, consigliamo dunque di indossare indumenti adatti anche in caso di neve». Vedi mai che un raffreddore fermasse la rivoluzione.
Il corteo dovrebbe partire alle 14.30 dalla stazione dei treni al Brennero per poi raggiungere la frontiera con l’Austria perché, dicono gli organizzatori, «vogliamo farla finita con un mondo di ghetti, di guerre, di sfruttamento, di devastazione ambientale, di controllo sociale».
Il 24 aprile scorso circa 300 estremisti dei Centri sociali, la maggior parte dei quali arrivati sul posto a bordo di cinque pulman organizzati da Sel e Rifondazione Comunista, avevano raggiunto il Brennero convinti di poter inscenare le solite proteste violente ma avevano trovato la sorpresa: l’Austria aveva schierato 350 agenti pronti ad accoglierli. Un rapporto numerico che avrebbe dovuto portare a più miti consigli gli esagitati nipotini di Sel. Ma così non è stato.
L’imponente spiegamento di forze austriaco era stato annunciato da giorni ed era stato organizzato anche allo scopo di evitare quanto accaduto il 3 aprile scorso, quando, durante
una marcia dei centri sociali, vi erano stati dei tafferugli tra i dimostranti e i pochissimi agenti presenti al valico.
Stavolta invece l’Austria aveva fatto sul serio, facendo convergere al passo del Brennero, dove a tratti era anche caduta una sottile nevicata, poliziotti da tutto il circondario, con tanto
di cani e due grandi idranti blindati che sono stati schierati contro i dimostranti.
La manifestazione era partita dalla stazione ferroviaria di Brennero, in territorio italiano fino ad attraversare il confine. Qui, a pochi metri dalla linea di frontiera, la polizia austriaca aveva montato sulla strada statale alcune transenne per bloccare il transito, precedute da un nastro bianco e rosso. Quando i dimostranti sono giunti di fronte ai poliziotti hanno strappato il nastro e lanciato alla volta degli agenti alcuni oggetti, ombrelli e giubbotti salvagente che portavano con sé. Le forze dell’ordine hanno risposto con lanci di spray urticante, che ha raggiunto le prime
file del corteo. Dopo accesi cori di protesta, i manifestanti sono tornati indietro, diretti di nuovo verso l’Italia.
E qui, a pochissima distanza dal confine, è stato fermato De Pieri: dai lati del corteo è penetrato un drappello di una quindicina di agenti, con equipaggiamento anti sommossa, che ha raggiunto la testa della manifestazione dove si trovava l’estremista. De Pieri è stato quindi afferrato per le braccia e gli agenti lo hanno trascinato via alla volta di un furgoncino della
polizia. A quel punto i manifestanti hanno organizzato un sit in sul luogo
del fermo, chiedendo a gran voce il rilascio di De Pieri. A condurre le trattative è stato il parlamentare di Sinistra italiana Nicola Fratoianni, che ha informato dell’accaduto anche
il governo Renzi e protestato duramente, parlando di un provvedimento «immotivato e grave», «indegno di un Paese Ue».
Dopo parecchie decine di minuti il leader bolognese è ricomparso, parecchio scosso, ed è stato restituito ai suoi compagni ed i manifestanti sono così stati costretti a fare ordinatamente ritorno con la coda fra le gambe in territorio altoatesino. Sabato prossimo ci riproveranno. E molto probabilmente troveranno ad attenderli altre sorprese al Brennero. L’Austria non è l’Italia dove si lasciano impunemente i Centri Sociali scaricare la loro rabbia e le loro frustrazioni con violenze inaccettabili e aggressioni agli agenti.