Bimbo di sei anni evirato per errore. Doveva essere circonciso

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Per il piccolo Kassam, sei anni, il 24 giugno 2014 è stato giorno maledetto. Per un inconcepibile errore avvenuto all’ospedale di Belluno, il bimbo è stato parzialmente evirato. Era stato portato dal papà al reparto di urologia per un intervento di circoncisione, ma le cose si sono rivelste drammatiche, come ricostruisce una notizia choc sul Corriere della Sera. « L’intervento chirurgico da day hospital si è infatti trasformato per lui in un calvario: una settimana di ricovero, la ricostruzione dell’organo, una vita sessuale dal futuro incerto. Ma in questa storia non c’è solo il tormento di Kassam (nome di fantasia), sei anni, nato nel Padovano da genitori marocchini; c’è anche quello del chirurgo, l’urologo che ha commesso l’errore e che con onestà l’ha riconosciuto».

L’errore del chirurgo

Una vicenda che viene alla luce solo oggi,  riferita nei dettagli da un perito, Ivan Matteo Tavolini, chirurgo urologo e docente all’Università di Padova, incaricato da una compagnia assicurativa di far luce sull’accaduto. Queto il risultato: «Durante l’intervento è occorsa la rarissima e drammatica complicanza della amputazione parziale del glande… si ritiene inequivocabile l’errore medico». A leggere gli atti sembra di entrare in un romanzo di Henry Denker. Ecco, dunque, come andò. Alle 9.45 il bambino entra in sala operatoria per la circoncisione, voluta dal padre non per ragioni rituali o religiose ma terapeutiche, tecnicamente «fimosi prepuziale». «Durante l’intervento mi accorgo di aver reciso anche la parte superiore del glande – ammette il chirurgo nel verbale operatorio – pertanto chiamo la dottoressa Camuffo e il dottor Meneguolo per decidere il da farsi». Arrivato alle 10.24 in sala operatoria, Meneguolo capisce subito la gravità della situazione. «Contatto al telefono il dottor Berna (chirurgo plastico di Treviso, consulente a Belluno, ndr) che mi dice di provare il reimpianto del moncone…».

Il reimpianto e il futuro incerto

Subito si tenta di tutto e si effettua un reimpianto: cateteri, garze e punti di sutura. «L’intervento è delicatissimo e raro». L’operazione sembra riuscita. Kassam tornerà a casa il 9 luglio e da allora il bambino si sottopone a regolari controlli. Il futuro? Incerto.  «Nulla si può affermare per il momento circa la sua vita sessuale in quanto ancora troppo piccolo per poter eseguire test idonei alla valutazione», dice Tavolini. Tutto rinviato, dunque, almeno per le certezze. Il bambino, aggiunge l’esperto, potrebbe avere vari problemi. Oltre che funzionali «di inadeguatezza, paura della diversità, caduta dell’umore, distorsioni dell’immagine corporea, identità sessuale a rischio». La famiglia è distrutta. L’avvocato, Matteo Mion, ha già stimato il danno: «In via prudenziale non inferiore a 500 mila euro». Conta di risolvere la questione per via extragiudiziale. «Siamo di fronte a un caso di imprudenza e imperizia del chirurgo», ha concluso Tavolini. Un dramma inconcepibile che lascia senza parole.