Berlusconi a “Virus”: «Renzi occupa militarmente tutto l’occupabile»

«Siamo in un libro di favole». Un Silvio Berlusconi a tutto campo nella penultima puntata della trasmissione di Rai 2 “Virus” condotta da Nicola Porro, commenta così una tabella di numeri e dati che gli autori del talk show (ormai al capolina)  hanno proposto all’ex premier: ci sono gli 11 “bonus” sciorinati da Renzi sull’abbassamento delle tasse: dall’abolizione del bollo auto all’abolizione di Equitalia e via via altre “mancette”. Il parere di Berlusconi non si è fatto attendere: «I bonus proposti da Renzi gli servono esclusivamente per comprare i voti degli elettori”. Escamotage di un governo – ha ribadito- «illegittimo, mai eletto». Il fatto è che ora il premier è in preda a «bulimia di potere» e vuole spadroneggiare su tutto. «Occupa militarmente tutto l’occupabile. A sostenerlo è un governo illegittimo e abusivo».

 Berlusconi: «Renzi ha bulimia di potere»

L’ex presidente del Consiglio ha poi ricordato come nel 1994 avesse proposto, con l’allora ministro Antonio Martino, la Flat Tax (tassa piatta) un sistema di tassa non progressiva per cercare di risolvere i problemi economici del Paese, ma che non fu appoggiata dai suoi alleati. Passando al tema dell’Italicum, Berlusconi ha manifestato tutto il suo disappunto, motivato dalla scalata non democratica di Renzi, il quale «ha occupato tutto ciò che era occupabile compreso la Rai», osservazione quanto mao opportuna a “Virus” che ha le ore contate. Ma allora perché il Nazareno? «Noi abbiamo ritenuto nostro dovere accettare una collaborazione con Renzi – risponede Berlusconi – perchè era nostro dovere modernizzare il Paese ma dopo aver deciso le situazioni, Renzi ci ha imposto 17 modifiche tra cui la legge elettorale e abbiamo capito che lui non voleva modernizzare il Paese ma costruire un sistema per se stesso e allora ci siamo dovuti togliere da quel patto». 

Il No al referendum

Alla domanda del conduttore se fosse un uomo di destra, Silvio Berlusconi ha poi confermato la sua appartenenza all’area di centro moderato, cattolico e riformista, legato alla grande famiglia del PPE. Tuttavia, l’ex premier ha ribadito come la coalizione con i partiti di destra e con la Lega sia «così importante che non ci sono motivi per cui dividersi» e, al di là dei “capricci” di Roma, «si è già discusso un programma comune con Salvini e Meloni per un centro-destra unito su scala nazionale». Sul tema del Referendum costituzionale Berlusconi si è dichiarato a favore del NO, senza se e senza ma, nonostante  quotidiani di destra come “Libero” stiano tentando di convincerlo a cambiare idea.

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