Benzina, la Francia è a secco. Scontri alle raffinerie tra polizia e sindacati

FacebookPrintCondividi

In Francia non si ferma la protesta contro la riforma del lavoro che assume le forme più inattese e svariate. Agli scioperi e alle manifestazioni di piazza segnate dagli scontri tra polizia e casseur si aggiunge ora anche il blocco di alcune raffinerie e depositi di carburante che fanno temere una penuria nelle stazioni di servizio. «Non possiamo accettare nessun ricatto sul carburante», ha avvertito ieri sera in tv il premier Manuel Valls. «È una situazione difficile, molto spiacevole per i nostri connazionali, con le auto in fila davanti ai benzinai per fare il pieno, ma voglio rassicurare tutti: lo Stato darà prova di grande fermezza affinché non ci sia penuria di carburante», ha detto Valls. Insieme a Force Ouvrière, la CGT – il primo sindacato di Francia – chiede invece di moltiplicare il blocco dei siti. Obiettivo? Ottenere il ritiro della contestata riforma El Khomri (dal nome della giovane ministra del Lavoro, Myriam El Khomri) che il governo ha fatto approvare ricorrendo all’articolo 49.3 della costituzione, una procedura particolare, che consente di scavalcare il voto del Parlamento. Diversi stabilimenti, soprattutto nel nord-ovest del Paese, sono bloccati da giorni, sia per lo sciopero dei dipendenti sia da azioni esterne degli autotrasportatori. Mentre sono oltre 1.500 le stazioni di servizio con problemi di stock. Intervenendo in diretta in tv, anche il segretario di Stato ai Trasporti, Alain Vidaliès, ha detto che il «diritto di sciopero non è il diritto di impedire ad altri concittadini di andare al lavoro».

Braccio di ferro in Francia tra governo e sindacati

Intervento della polizia questa mattina all’alba per sgomberare gli accessi alla raffineria Esso e al deposito di carburante di Fos-sur-Mer, vicino a Marsiglia, nel sud, bloccati da militanti del sindacato CGT che si oppongono al Jobs Act francese. L’intervento era stato annunciato dal primo ministro che aveva accusato di «ricatto» i sindacati che provocano penuria di carburante cercando di bloccare il Paese. Un portavoce della polizia ha parlato di «resistenza importante» da parte dei manifestanti. «Ci hanno sparato con proiettili di gomma – ha detto il rappresentante CGT Olivier Mateu – hanno usato gli idranti, senza nessun avvertimento. Ci saranno sempre più scioperi e nuove azioni». E dal nord, attorno a Le Havre, arrivano infatti nuove notizie di sbarramenti dei manifestanti. Il sindacato, in un comunicato diffuso in mattinata, sostiene che tutte le otto raffinerie sul territorio francese sono in sciopero, nonostante l’operazione condotta dalla polizia a Fos-sur-Mer. Con il braccio di ferro governo-sindacati il rischio di penuria di carburante aumenta. «Lo Stato sta dando prova di grande determinazione – ha rilanciato il primo ministro Valls – tutti i siti saranno sbloccati. L’idea di uno scontro frontale è vecchia, antica, da conservatori. È insopportabile vedere le cose in questo modo – ha aggiunto con riferimento alla CGT, il sindacato più duro a sinistra – continueremo ad evacuare i siti e i depositi bloccati da questa organizzazione». E non è finita: contro la contestata riforma del codice del lavoro il sindacato CGT ha indetto uno sciopero illimitato della RATP, la società che gestisce i trasporti pubblici parigini, a partire dal prossimo 2 giugno.