Antitrust, istruttoria sulla società che gestisce il processo civile telematico

L’Antitrust ha aperto un’istruttoria nei confronti di Net Service, per accertare eventuali condotte abusive che avrebbero riguardato l’intera filiera dei sistemi informatici per lo svolgimento di servizi che attengono alla funzione giudiziaria. Lo ha rivelato la stessa Autorità precisando che per accertare queste circostanze, i funzionari dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato hanno eseguito ispezioni nella sede di Net Service, con l’ausilio del nucleo speciale Antitrust della Guardia di Finanza. La società, si legge nel comunicato, oltre ad aver realizzato e a gestire la piattaforma per il funzionamento del Processo civile telematico (PCT), per conto del ministero della Giustizia, è integrata a valle e offre ai professionisti di questo settore, in concorrenza con altre imprese, i software applicativi.
La posizione dominante sul mercato a monte, spiegano dall’Antitrust, consente all’impresa di conoscere in anticipo rispetto ai concorrenti l’evoluzione del linguaggio informatico, perfezionando prima degli altri le versioni aggiornate dei software applicativi da vendere a valle. Da ciò discende per Net Service un obbligo concorrenziale di mettere tempestivamente a disposizione dei concorrenti le stesse informazioni di cui dispone per lo sviluppo di software applicativi. Il mancato rispetto di tale obbligo pone rilevanti rischi competitivi. La società potrebbe così estendere indebitamente sul mercato a valle il potere monopolistico di cui dispone sul mercato a monte, tramite condotte discriminatorie in grado di ostacolare lo sviluppo di offerte concorrenziali quali, per esempio, la comunicazione incompleta e intempestiva delle nuove specifiche tecniche».
La softwarehouse, fondata nel 1997 da due studenti di ingegneria, Daniele Franceschi assieme al socio Gianluca Ortolani, è entrata prima, nel 2004, nel gruppo Datamat, quindi, nel 2006,  in Finmeccanica dove si occupava di sistemi Ict dedicati al mondo forense prima di staccarsi nel 2014 tornando ad operare come società indipendente. I due raccontano che entrarono quasi per caso nel mondo dell’Ict forense quando la Datamat li coinvolse in un progetto per mettere in sicurezza il sistema giudiziario dal Millenium Bug, il micidiale difetto informatico che avrebbe potuto mandare in crash al cambio di data dalla mezzanotte del 31 dicembre 1999 al 1 gennaio 2000 tutti i sistemi di elaborazione dati, pc compresi poiché, così com’erano stati pensati e progettati, non tenevano conto del cambio di millennio.