Aleppo, i terroristi anti-Assad colpiscono ancora un ospedale

Un attacco dei terroristi islamici anti governativi contro un ospedale di Aleppo avrebbe provocato decine di morti: lo afferma la tv di Stato siriana, per la quale i gli islamici hanno colpito l’edificio con razzi. Anche se per ora è di «14 morti e decine di feriti» il bilancio del bombardamento dei ribelli nell’ospedale nella parte di Aleppo controllata dalle forze dell’esercito regolare, secondo l’agenzia governativa Sana. L’ospedale colpito è quello di Al Dbait. Da parte sua l’Osservatorio nazionale per i diritti umani parla di 19 persone uccise e 80 ferite in bombardamenti su vari quartieri di Aleppo da parte dei ribelli pagati da forze straniere, ma senza precisare il numero delle vittime nell’ospedale. Inoltre almeno 13 civili sono rimasti uccisi la scorsa notte in raid compiuti su Raqqa, la roccaforte dell’Isis in Siria, da jet probabilmente appartenenti alla Coalizione a guida americana, secondo quanto riferisce oggi l’Osservatorio, citando testimoni locali. Negli attacchi sono stati uccisi anche 5 miliziani dello Stato islamico. Il numero dei civili morti sembra destinato a salire perché molti feriti versano in gravi condizioni.

Anche Facebook sotto accusa per Aleppo

La protesta per la strage di civili nei bombardamenti ad Aleppo investe Facebook, accusata di non avere attivato lo stesso sistema utilizzato dopo le stragi di Parigi e di Bruxelles che aveva permesso agli utenti di comunicare a parenti ed amici che erano in salvo. La televisione panaraba al Jazira sottolinea che Facebook non ha risposto alle sue richieste di sapere se tale sistema, il Safety Check, verrà messo a disposizione in futuro. Tuttavia in precedenza il gigante dei social media ha risposto alle critiche affermando che «durante una crisi in corso, come una guerra o un’epidemia, il Safety Check nella sua forma attuale non è così utile, perché non c’è un chiaro punto di inizio o di fine e, sfortunatamente, è impossibile sapere quando qualcuno è effettivamente salvo». Intanto migliaia di utenti hanno colorato di rosso le foto dei loro profili nel tentativo di attirare l’attenzione su quanto sta avvenendo ad Aleppo, rispondendo agli appelli diffusi via Twitter con gli hashtag #MakeFacebookRed e #AleppoIsBurning. Secondo un bilancio sempre dell’Osservatorio nazionale per i diritti umani, oltre 250 civili sono morti negli ultimi nove giorni nei bombardamenti del governo e dei ribelli ad Aleppo.