Albertazzi non ha voluto cerimonie: un addio in silenzio, solo con gli amici

Nessun funerale, così come lui aveva chiesto, ma un ultimo saluto laico e nella tenuta di famiglia a Pescaia di Grosseto: così l’addio a Giorgio Albertazzi, il grande attore e regista morto a 92 anni. Intorno alla bara, nel parco, si sono riuniti gli amici più stretti, da Maurizio Scaparro a Oliviero Beha, da Milly Carlucci a Ornella Vanoni e Mariangela D’Abbraccio; la moglie Pia Tolomei con una rosa rossa in mano. Alla tenuta è arrivata anche tanta gente del luogo che negli anni ha stabilito rapporti praticamente quotidiani con il maestro e con la moglie. Albertazzi, artista della scena e della parola teatrale, uomo che per tutta la sua vita ha ricevuto applausi in tutti i palcoscenici del mondo e in televisione, ha voluto congedarsi dal mondo così, senza scenografie in piazza , senza masse plaudenti , senza  riflettori, senza tv, senza cori tibetani. Un addio sobrio, come si addice a un vero maestro.  Un addio in silenzio, scelto proprio da chi ha fatto della sonorità della parola pronunciata in teatro la sua ragione di vita e l’espressione privilegiata della sua arte. Un addio, quello di Albertazzi,  che contiene un profondo ed estremo insegnamento: il silenzio che fa risaltare la serietà della parola e che rimanda all’eterno. Con stile e senza clamore.