Ritrovati i rottami dell’aereo egiziano precipitato. Si cerca la scatola nera

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Ritrovati in mare i  rottami dell’airbus dell’EgyptAir partito da Parigi per il Cairo con 66 passeggeri e precipitato nella notte di mercoledì mentre sorvolava l’isola greca di Karthapos. «Pezzi di rottami dell’aereo e oggetti di passeggeri sono stati individuati 290 km a nord di Alessandria»: la notizia è comparsa in sovrimpressione sulla tv di Stato egiziana ed è stata confermata da governo del Cairo dopo la rincorsa di voci e smentite. Ora la Marina è alla ricerca della scatola nera del velivolo, come riportai il Nile News, per fare luce sulle circostanze della tragedia aerea sulla quale pesa il sospetto dell’attentato terroristico.

Ritrovati i rottami dell’airbus egiziano

A confermare il ritrovamento dei relitti è stato sulla pagina Facebook il portavoce della Marina militare egiziana,  Mohamed Samir. «Gli aerei militari e mezzi della Marina egiziana sono riusciti a trovare venerdì ttami dell’aereo e beni dei passeggeri nell’area a nord di Alessandria a una distanza di 290 km  dalla costa», ha scritto il portavoce aggiungendo che «le operazioni di ricerca proseguono per recuperare tutto ciò che verrà trovato». In un suo comunicato, il numero 12, Egyptair ha rilanciato l’informazione precisando che il ritrovamento è avvenuto «nelle prime ore di oggi» (venerdì 20 maggio, ndr). Nel formulare le proprie condoglianze ai familiari delle vittime, la compagnia ha annunciato di voler «prendere tutte le misure necessarie per far fronte a questa situazione».

L’ombra del terrorismo

Tragica fatalità o attentato all’origine del disastro aereo sulla rotta “calda” tra  Parigi e Il Cairo? Un’esplosione a bordo o un attacco dall’esterno? Tutte le ipotesi sono al momento in piedi ma la pista più accreditata resta quella dell’attentato anche se, rispetto alle prime ore, si registra maggiore prudenza sull’ipotesi della bomba, avanzata inizialmente dagli Stati Uniti che ora frenano. Dall’Egitto, il ministro dell’Aviazione civile Sherif Fathi si era subito sbilanciato dicendo che «la possibilità che si sia trattato di un atto terroristico è più forte di quella del guasto tecnico».

Airbus, resta il giallo della bomba

Erano sessantasei i passeggeri del volo maledetto MS804, trai quali due bambini e un neonato, 7  membri dell’equipaggio, 3 addetti alla sicurezza. Nessuno era italiano, 15 i francesi, 30 gli egiziani. Non si è registrata nessuna allerta sulla sicurezza tecnica del velivolo, un Airbus come ne volano 6.700 in tutto il mondo, in condizioni perfette, consegnato dalla fabbrica alla compagnia nel 2003, 48.000 ore di volo accumulate. A gennaio era stato controllato in Belgio secondo i canoni europei. Il pilota, Mohamed Saeed Shaqeer, 36 anni, aveva un’esperienza di 6.275 ore di volo, di cui 2.101 su quel tipo di velivolo, mentre il copilota,  Mohamed Ahmed Mamdouh, 24 anni, aveva un’esperienza di 2.766 ore. Alla luce del disastro Germanwings, l’aviazione civile greca si è anche spinta ad affermare che alle 2.05, nell’ultimo contatto con i controllori durante il sorvolo dell’isola greca di Kea, il comandante era apparso “di buon umore”.