45enne abusò di una bambina in parrocchia, ora è accusato di altri casi

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Pedofilia, una ferita sempre aperta. E allora, torna nuovamente sulla ribalta degli orrori della cronaca il 45enne che abusò di una bambina in parrocchia, ingannando piccola e genitore. Ossia: il pedofilo romano è accusato di essersi allontanato da solo, con la scusa di dover organizzare un evento sportivo in occasione di una festa parrocchiale, in compagnia della piccola di appena 10 anni, costringendola – sempre con l’inganno – a seguirlo in una stanza dove poi ha abusato di lei. E ora, quello scempio da lui compiuto si rinnova tristemente, elevando all’ennesima potenza la portata della sua atrocità con la notizia, appena diffusa, del sospetto di nuovi casi di pedofilia a lui ascrivibili, che aumenterebbero drammaticamente il numero delle vittime da lui abusate. Colpite. Ferite. Oltraggiate.

45enne abusò di una bambina in parrocchia: accusato di altrio casi

È notizia di queste ore, infatti, che è stata disposta una nuova misura cautelare in carcere per il romano di 45 anni, già arrestato lo scorso 3 maggio a Roma, con l’accusa di violenza sessuale nei confronti di due bambine di nove e cinque anni, e di tentata violenza sessuale nei confronti di una quindicenne. Sempre, per ordire le sue losche trame, l’uomo si è dimostrato abile nel ricorrere all’inganno ben architettato; come nel caso dell’arresto dello scorso 3 maggio da parte della Squadra Mobile di Roma, avvenuto a seguito del fatto che il pedofilo – che aveva già scontato una pena a sette anni di reclusione per reati simili – era ricorso ad un ennesimo stratagemma con cui era riuscito a convincere persino il padre delle vittime a lasciarlo da solo con le bambine, fingendo di essere un insegnante di ginnastica che doveva fare dei provini per sdelezionare giovanissime ginnaste per uno spettacolo parrocchiale.

Inganni e trappole architettate in modo subdolo

In un’altra occasione, invece, si sarebbe spacciato per un fisioterapista per avvicinare una quindicenne, che però fortunatamente è riuscita a sfuggirgli. Per gli inquirenti, allora, le modalità di approccio dell’uomo, anche in questo caso, si sarebbero dimostrate «particolarmente subdole e pericolose». Per gli investigatori era «abile nello scegliere accuratamente le sue vittime» mettendo «in atto una vera e propria strategia di persuasione». Anche in considerazione di tutto questo, allora, sono attualmente in corso indagini per individuare eventuali altre vittime.