11 settembre, il Senato Usa approva la legge per fare causa all’Arabia Saudita

Il Senato Usa ha approvato all’unanimità la legge che consente ai sopravvissuti e ai parenti delle vittime dell’11 settembre di fare causa e chiedere risarcimenti al governo dell’Arabia Saudita, che ha sempre negato ogni coinvolgimento negli attentati. La legge diventerà esecutiva se verrà approvata anche dalla Camera e firmata dal presidente Barack Obama, che però  ha già detto di essere contrario. C’è del resto preoccupazione nella presidenza per questa sortita dei parlamentari americani sull’11 settembre  Il portavoce della Casa Bianca, Josh Earnest, sottolinea che il progetto approvato dal Senato può avere conseguenze inattese. Obama ha ”serie preoccupazioni” in merito all’iniziativa.

La decisione del Senato Usa è un fatto clamoroso. E per più di un motivo. Innanzi tutto perché l’Arabia Saudita è da sempre l’alleato più potente degli Usa nel Golfo e tale è rimasto anche dopo l’11 settembre, quando pure emerse che la maggior parte dei terroristi provenivano proprio da lì  e quando si fecero sempre più forti i sospetti che il tremendo attacco all’America potesse essere stato concepito e finanziato da oscuri e potenti ambienti sauditi legati alla galassia del terrore. Del resto,  lo stesso Bin Laden proveniva da quel Paese. Consentendo ora agli scampati e alle vittime dell’11 settembre di chiamare in causa l’Arabia Saudita per ottenere risarcimenti, la totalità del Senato americano ammette esplicitamente che il governo di un Paese “alleato” è implicato nel più grave attacco subito dagli Stati Uniti dalla fine della Seconda guerra mondiale a oggi. Non c’è bisogno di sottolineare che si tratta di cosa politicamente dirompente. Dopo l’11 settembre l’Arabia Saudita ha cominciato, in ogni caso,  a essere un “osservato speciale” di quasi tutti gli analisti internazionali e degli esperti di terrorismo islamico. E i sospetti risultano oggi più forti di ieri, visto l’appoggio, più o meno occulto,  dell’importante Stato del Golfo (ma anche del Qatar) alla guerra condotta dall’Isis. Il secondo motivo di sorpresa nasce dal pensiero dei rilevanti interessi finanziari legati alla circolazione degli ingenti capitali sauditi.

La legge approvata dal Senato Usa ha un forte valore simbolico-politico, che va oltre la politica estera americana. Il fatto che sia stata votata all’unanimità è il segno chiaro del robusto sentimento antislamico che percorre  oggi l’opinione pubblica d’oltre Atlantico. Non è azzardato pensare che su questo mutamento d’opinione incida fortemente anche la travolgente campagna di Donald Trump. La  comunicazione politicamente scorrettissima del candidato repubblicano alla Casa Bianca sta evidentemente risvegliando sentimenti sopiti nell’anima del popolo statunitense.