Elezioni in Serbia: balzo in avanti della destra pro-Putin di Seselj

Il premier Aleksandar Vucic con il suo Partito del progresso serbo (Sns, conservatore moderato) trionfa nelle elezioni politiche anticipate in Serbia con percentuali stellari, oscillanti fra il 52% e il 56%. Ma queste elezioni saranno ricordate soprattutto per il ritorno in Parlamento dopo otto anni della destra antieuropeista e filorussa di Vojislav Seselj. Il Partito socialista (Sps) del ministro degli esteri Ivica Dacic si conferma seconda forza nel Paese. Le previsioni dei sondaggi sono state rispettate, ecccetto che per il risultato della destra, che si attesta tra l’8 e il 9  per cento, pur mancando dalla sccena parlamentare da anni. L’affleunza si è attestata intorno al 55%-57%, superiore alle precedenti politiche del 2014. Il premier Vucic – un ex radicale di destra e alleato di Seselj convertitosi su posizioni piu’ moderate e europeiste – rafforza notevolmente la sua posizione a favore delle riforme, della modernizzazione e dell’integrazione europea della Serbia.  La destra Vojislav Seselj  si pone ora  come terza forza del poaese. Era stato  l’ultima volta in parlamento nel 2008, prima della scissione e la creazione dell’Sns da parte di Vucic e dell’attuale presidente serbo Tomislav Nikolic. Il leader nazionalista aveva invitato a fare del voto un autentico referendum sulla scelta fra una Ue ostile e contraria agli interessi della Serbia e la Russia, unica vera nazione amica del popolo serbo.