Virginia Raggi nel coro di “Meno male che Silvio c’è”? Lei smentisce, ma…

È lei o non è lei? No, quella ragazza bruna, coi capelli lisci, le dita affusolate, che compare a fianco di Francesca Pascale nel video-tormentone della campagna elettorale berlusconiana del 2008 scandita dal ritornello «Meno male che Silvio c’è», non è Virginia Raggi, candidata sindaco di Roma del Movimento Cinque Stelle. E il presunto scoop dell’Unità che ripropone quel video con tanto di domanda allusiva («Secondo voi quella ragazza bruna che si sistema i capelli è un’allora 29enne Virginia Raggi? Difficile dirlo. A ognuno la sua risposta»), si trasforma in un boomerang per il giornale del Pd, scrive “Il Corriere della Sera“.

Dubbi sul passato politico di Virginia Raggi

In serata la Raggi twitta: «Ringrazio l’Unita per la pubblicità gratuita e per il buon giornalismo, anche se la ragazza del video non sono io». Una punta di ironia per chi ha pubblicato una notizia (seppure in forma dubitativa) senza verificarla. Ma, prima di rispondere, nello staff di M5S ci hanno pensato a lungo. Temeva, la Raggi, che fosse una sorta di «trappola»: o per montare un caso ad uso e consumo di tutti gli organi di informazione; o per farle prendere nettamente le distanze da Forza Italia e dal centrodestra (quei voti, al ballottaggio, fanno gola a tutti); oppure, ancora, per farla uscire allo scoperto, colpendola poi con altre «rivelazioni». Fantasmi, forse.

Circola la voce che i dem stiano lavorando a un «dossier su Virginia» e il suo passato.

È anche il segno di come vanno le cose nella corsa al Campidoglio: la sfida vera, con il centrodestra ancora diviso, è tra Pd e MsS. E vale tutto, anche i colpi bassi. Alessandro Di Battista e la Raggi, qualche giorno fa, hanno chiamato in causa il candidato Pd Roberto Giachetti «che era al fianco di Luigi Lusi (il tesoriere della Margherita condannato a sette anni per aver distratto circa 25 milioni dalle casse del partito, ndr) senza vedere niente». E ü vicepresidente della Camera aveva replicato: «La Raggi ha un’etica disgustosa». Ora la nuova puntata, al termine della quale — però — a l’Unità non resta che «prendere atto: ma non ci dobbiamo scusare», spiega il direttore del sito Mario Lavia, ex vicedirettore di Europa. Via Twitter, la risposta diretta alla Raggi: «Grazie del chiarimento. Come ha capito la nostra non era una tesi, ma una domanda». Ma perché allora pubblicare quel video? «Si sa — dice Lavia — che la candidata di M5S ha frequentato, per motivi professionali, gli ambienti della destra romana, avendo fatto il praticantato da Cesare Previti e lavorando nello studio Sammarco, che difende lo stesso Previti».