Verdini nella maggioranza? Solo Mattarella non se n’è ancora accorto

L’onnivoro Renzi ha imbarcato nella maggioranza Denis Verdini e i deputati di Ala ma per il Quirinale non è successo niente. «Voi mi dite che alla maggioranza di governo si è aggiunto un gruppo che non ne faceva parte. Il mio parametro di comportamento è la Costituzione. Se ravvisassi motivi per intervenire secondo la Costituzione, lo farei. Non li ho ravvisati». Con queste “ingenue” considerazioni,  Sergio Mattarella è stato costretto a dissipare i sospetti manifestati dai capigruppo dei Cinquestelle, che nel corso dell’incontro al Quirinale hanno chiesto lumi sull’anomalia del mancato passaggio parlamentare dopo il cambio di casacca di Verdini. Il sostegno ormai sistematico (e in alcuni casi determinante) dei verdiniani ai provvedimenti del governo ha di fatto cambiato il profilo della maggioranza e avrebbe dovuto richiedere un passaggio istituzionale con una nuova fiducia. Una distrazione, quella del presidente Mattarella, che si presta a interpretazioni maliziose tanto che il Colle è stato costretto a diramare un comunicato ad hoc per blindare l’argomento.

Mattarella non “ravvisa” novità

Si tratta di una maggioranza aggiuntiva o sostitutiva? Dietro l’indovinello linguistico si nasconde una verità che è cronaca parlamentare. I 19 senatori che fanno capo a Verdini ormai rappresentano il contraltare alla minoranza dem dissidente permettendo a Renzi di restare a Palazzo Chigi. Dopo sì alla fiducia sulla legge Cirinnà, lo stesso Verdini ha confermato l’ingresso di fatto nella maggioranza renziana assicurando  la sua “lealtà” al governo fino alla fine della legislatura. Per un dissidente del Nazareno che si sfila c’è un verdiniano doc pronto a soccorrere il premier con il suo voto. Eppure questa volta il capo dello Stato non ravvede elementi per un passaggio al Colle per ufficializzare la nuova maggioranza. Non andò così nel 2011 a Silvio Berlusconi al quale l’allora presidente Napolitano impose un nuovo voto di fiducia per verificare la tenuta del governo sostenuto dal gruppo dei “responsabili”  dopo l’uscita dal centrodestra di Gianfranco Fini. «C’è una nuova maggioranza aggiuntiva, questo lo ha riconosciuto anche il presidente – riferiscono i grillini dopo l’incontro – ha l’appoggio ufficiale di Verdini e del gruppo Ala, la maggioranza si è allargata e questo è un dato di fatto riconosciuto anche da Mattarella. Il presidente interverrà se questa maggioranza diverrà, nei fatti, diversa e sostitutiva».