Verdini esalta Renzi:«È un uomo di parola». E Alfano si esalta da solo

Il voto sulle (finte) riforme fa danzare di gioia Denis Verdini. Sì, ancora lui, pronto a esaltare Renzi, a metterlo sull’altare: «A me sembra un uomo di parola. Ci ha messo la faccia. Il suo governo si forma sulle riforme», dice l’ex azzurro che con i suoi senatori di Ala garantisce in Senato la sopravvivenza della maggioranza renziana.

Verdini si scopre renziano di ferro

«Io ho votato le riforme convintamente, tutte le opinioni sono valide ma la legislatura nasce zoppa, è zoppa, rimane zoppa. Significa che non c’è una maggioranza che si sia presentata chiedendo una cosa o un’altra. Abbiamo cominciato col governo Letta e proseguito col governo Renzi». Anche sul test referendario della prossima domenica sulle trivelle assicura il soccorso bianco a Renzi che punta sul fallimento del quorum e il mantenimento dello status quo.  «No, non vado a votare. Sono contrario a questo referendum, è un uso eccessivo. Sono questioni che è ingiusto farle giudicare a un referendum. È  una roba di responsabilità».

Alfano si auto-elogia

Un altro che danza di gioia è Angelino Alfano: «Abbiamo un merito straordinario: quello di avere dato stabilità al Paese e di aver favorito queste riforme. Altrimenti oggi staremmo peggio della Grecia», dice il ministro degli Interni, commentando da New York il varo della riforma costituzionale. «Al referendum – specifica Alfano a margine della sua visita a Ellis Island –  «sarà una grande sfida tra il fronte del conservatorismo, che vuole il mantenimento dello status quo, e quello del cambiamento. Noi stiamo nettamente dalla parte del cambiamento». Alfano si autodefinisce il «nuovo» contro il cambiamento. E il web lo impallina.