Unità dei moderati? Casini ci prova. Ma Gasparri: «Mai valletti di Renzi»

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Le discussioni del centrodestra a Roma stanno risvegliano appetiti neocentristi. Così Pierferdinando Casini prova a lanciare l’amo. «Partito unico con Berlusconi e insieme sosteniamo Renzi», dice Casini a la Repubblica. Ma Forza Italia non ci casca. Ecco la pronta risposta di Maurizio Gasparri: «Non faremo i valletti di Renzi». Ecco cosa aveva detto Casini: «La scelta di Bertolaso dimostra che Berlusconi non si rassegna a una sterile subalternità rispetto a ai due populisti Salvini e Meloni. I moderati di Forza Italia e quelli che invece sostengono Renzi dovrebbero tornare a parlarsi» .

«Nella riunione del Comitato di Presidenza di Forza Italia dei giorni scorsi – ribatte Gasparri –  avevo detto a tutti i presenti, a cominciare dal Presidente Berlusconi, che le possibilità sono due: o tenere unito, come io preferisco, il centrodestra guidato da Berlusconi, o scivolare verso una riedizione del Patto del Nazareno. Ringrazio Pierferdinando Casini che, con obiettività e lucidità, dal suo punto di vista mette Berlusconi davanti a questo scenario. Casini sostiene che i moderati si dovrebbero unire per sostenere Renzi. Non voglio finire subalterno a Salvini, ma credo che fare i valletti di Renzi non sia una prospettiva utile a Forza Italia e non sia quello che il partito intenda fare. Tantomeno Berlusconi che deve giustamente rivendicare una sua leadership». «Lui – aggiunge aggiunge Gasparri – ha tutto il diritto di dire, e lo condivido, che il centrodestra o è una coalizione equilibrata o che, con una deriva estremista, è destinato a perdere». Ma il rischio opposto è la «deriva renziana». Di qui un invito al leader di FI: «Rifletta Berlusconi sugli applausi che gli arrivano in queste ore da centristi subalterni a Renzi, e per questo anche privi di voti. L’analisi di Casini è interessante. Il problema è capire quale deve essere la nostra analisi. E personalmente credo che per Forza Italia un futuro da valletti di Renzi porterebbe ai risultati di consenso più negativi che abbiamo sofferto nel recente passato».