Un’estate in Provenza, commedia dei buoni sentimenti che uniscono le generazioni

Ha il sapore delle cose semplici e la luce di una giornata estiva in mezzo alla campagna la commedia Un’estate in Provenza, per la regia di Rose Bosch, che dopo l’anteprima al Lucca Film Festival approda in sala il 13 aprile. Il film (che sarà doppiato in italiano, sottotitolato per non udenti e audiodescritto per non vedenti) ha uno scenario “bucolico”: la  campagna provenzale che fa da sfondo allo scontro tra adulti e ragazzi, sogni e saggezza, regole e ribellione. Al centro della trama i fratelli Léa e Adrien, entrambi adolescenti, e il piccolo Théo, sordo dalla nascita, che arrivano nella casa dei nonni Paul (Jean Reno) e Irène (Anna Galiena) per trascorrervi le vacanze: la convivenza “forzata” farà nascere non pochi dissidi, soprattutto per via del carattere burbero e rigido del nonno. Il lieto fine è ovviamente scontato, ma ci si arriva con realismo, senza inutili forzature e senza colpi di scena. Come avviene nella vita reale, infatti, le relazioni si consolidano attraverso il vissuto e le piccole storie familiari diventano lo specchio di generazioni che alla fine si ritrovano dalla stessa parte, quella della vita, che a tutti impone la potenza degli affetti. Bella e convincente, infine, la colonna sonora: The Sound of Silence a spiegare la sordità del piccolo Théo, o meglio il suo modo di vedere il mondo, e la splendida Forever Young intonata dagli amici ex hippies di nonno Paul.