Una gigantesca moschea in Umbria “voluta” dal sindaco Pd. È scontro

È opposizione bipartisan a Umbertide, nell’alta Umbria, alla costruzione di una grande  “moschea” (sarebbe la terza dopo Roma e Torino) su una popolazione di appena ventimila abitanti. In campo per bloccare il progetto ci sono il consigliere regionale della Lega Valerio Mancini e quello del Pd Marco Vinicio Guasticchi che non esita ad andare allo scontro con il sindaco compagno di partito.

Sulla moschea il Pd si divide

Il progetto della grande moschea, infatti, è sostenuto dal primo cittadino di Umbertide, Marco Locchi, di provata fede democratica,  che nega i contraccolpi sociali per gli abitanti e parla di «naturale processo d’integrazione legato a un centro ricreativo-culturale» negando che si tratti di una moschea. La struttura sta sorgendo su un terreno acquistato dall’Associazione islamica di Umbertide. «Con fondi da questa raccolti sarà realizzata  una struttura di 780 metri quadri, 450 dei quali destinati a una sala nella quale potranno pregare 200-300 persone».

La Lega propone un referendum

«Ciò che fra poco troveremo sarà a tutti gli effetti una vera e propria moschea, di dimensioni gigantesche, con una superficie di circa 1.200 metri quadrati, la terza in Italia dopo Roma e Torino», scende in campo il leghista Mancini chiedendo  una moratoria( in attesa di verificare l’iter tecnico e giuridico) e un referendum tra i cittadini. «La popolazione umbertidese non vuole questo edificio e tra le maggiori preoccupazioni c’è la sicurezza».

Si rischia il corto circuito sociale

Di una scelta «fatta sopra la testa dei cittadini, considerati poco o nulla» parla anche l’esponente del Pd Guasticchi secondo il quale quella di Umbertide sarà una moschea di oltre mille metri quadrati con tanto di minareto per scandire le ore di preghiera. «È uno schiaffo – alla nostra cultura cattolica e alla nostra storia, caratterizzata sempre da un atteggiamento accogliente e di apertura, ma stavolta si è veramente passato il segno», aggiunge Guasticchi criticando la miopia dell’amministrazione che dovrebbe preoccuparsi delle tensioni sociali di certe iniziative. Nessun problema di sicurezza, invece, secondo il sindaco che al massimo concede l’impegno a «fare estrema attenzione a come disciplinare l’uso della struttura, «stiamo già pensando a una convenzione per consentire anche alla popolazione di Umbertide di accedere e magari dare vita a momenti d’incontro».