Trump asso pigliatutto vince l’ultimo Super Tuesday: «Batteremo Hillary»

Donald Trump asso piglia tutto. E visto che il vertice del partito repubblicano gli rema contro, si permette gag e battute di scherno. E si autodefinisce  “presunto candidato”. Presunto si, ma del tutto certo di battere la Clinton. «Vinceremo al primo voto», ha assicurato sorridente ai suoi supporters. “Batteremo Hillary facilmente”, ha promesso da un salone della sua Trump tower con accanto la moglie Melania, il figlio Eric e, tra gli altri, dal governatore del New Jersey Chris Christie. Hillary Clinton non fa l’en plein, ma conquista quattro stati su cinque, e dal palco di Filadelfia, città che ospitera’ la convention democratica a luglio, lancia l’appello all’unita’ del partito. E’ questo lo showdown che va sempre piu’ profilandosi dopo il risultato dell’ultimo Super Tuesday delle primarie americane, che con gli stati del nord-est alle urne ha di fatto chiuso il capitolo ‘east coast’ prima di passare al test finale e decisivo di giugno in California. Le chiamano le ‘Acela Primaries‘, dal nome della rete ferroviaria che collega i cinque stati: Maryland, Delaware, Pennsylvania, Connecticut e Rhode Island. Trump li conquista tutti, portando a casa un bottino di delegati tale da fargli dire che i rivali “Ted Cruz e John Kasich devono proprio andare a casa”. Il ‘patto’ stipulato tra i due – rinunciando reciprocamente a fare campagna in tre Stati dove hanno meno chance nella speranza ancora di unire le forze per contrastare la cavalcata di Trump – vale solo dal voto in Indiana a maggio ma l’odierna vittoria su tutto il fronte del magnate lascia intravedere scarse possibilita’ di successo di questa strategia. Non c’e’ ancora la certezza matematica, ma Trump continua a correre e guarda gia’ alla sfida finale con Hillary che attacca con crescente aggressivita’. Cosi’ dal suo quartier generale alla Trump Tower di Manhattan arriva a dire che “se Hillary fosse un uomo non prenderebbe piu’ del 5% dei voti”. Ripete che la Clinton presidente “sarebbe orribile. Si guardi a Bengasi, alla Siria. Non ha la forza per fronteggiare la Cina“. Mentre di se stesso Trump dice: “sono un unificatore”. Unificatore che corre verso la nomination prima e la Casa Bianca poi.