Trivelle, il cdx da Meloni a Storace e Brunetta: «Andiamo a votare»

A poche ore dall’apertura dei seggi per il referendum trivelle, si moltiplicano gli appelli per recarsi al voto e per dare un colpo a Renzi che invita all’astensione. Il premier vorrebbe depotenziare politicamente il voto sulle trivelle. Ma è stato lui il primo a “politicizzarlo” con l’invito a disertare le urne. Molte critiche gli sono arrivate da sinistra Ma il centrodestra non sta a guardare, soprattutto dopo l'”invasione di campo” di Napolitano, che si è accodato a Renzi nell’invito all’astensione. Sulle trivelle erano intervenuti nei giorni scorsi Salvini, Calderoli, Rampelli e altri esponenti del centrodestra per invitare la gente ad andare a votare. Oggi, alla vigilia del voto, scendono in campo Meloni, Storace, Brunetta, Carfagna. E c’è da registrare anche una presa di posizione dei vescovi.

Meloni: «Domani vado a votare»

«Domani vado a votare e voto sì». Lo ha detto la  Meloni a margine di una visita ai cittadini di Monte Stallonara, zona nella periferia della Capitale. «Se dovessi fare un appello ai cittadini direi di non far passare sottotraccia un referendum molto importante per la qualità del nostro ambiente e la difesa del nostro mare. Mi pare sensato che al termine delle concessioni si smettesse di trivellare sul nostro mare: continuare a usare quei pozzi incide malamente sull’ambiente e aiuta le lobby legate a questo Governo»

Storace: «Renzi pusillanime punta al non voto»

Ne fa una questione di democrazia Francesco Storace, che invita anch’egli al voto al referendum trivelle «Renzi, nella sua pusillanimità, punta sul non voto, visto che, con l’esclusione dei quattro quesiti del 2011, dal 1997 in poi ben 24 quesiti referendari non hanno raggiunto il quorum in 6 diverse consultazioni. Andare a votare quindi significa restituire dignità all’istituto del referendum come strumento di democrazia diretta e può avere implicazioni politiche, vista proprio la posizione del Premier».

Brunetta: «Mandiamo a casa questo governo illegittimo»

Politicizza al massimo la consultazione sulle trivelle REnato Brunetta, che dice: «Per noi ogni occasione di democrazia diretta come un referendum è un’occasione importante per mandare a casa Renzi. Siccome noi pensiamo che questo sia un governo illegittimo, non nato da una elezione politica ma da una congiura di palazzo e vissuto grazie ai 130 deputati figli del premio di maggioranza dichiarato incostituzionale dalla Corte, e da 60 senatori comprati nel mercato politico da Renzi e dai suoi cari, qualsiasi occasione di consultazione popolare e elettorale noi la vediamo di buon grado».

Carfagna: «Andrò a votare e voterò no»

La Carfagna è favorevole alle trivelle, però andrà egualmente a votare per esercitare un diritto sacrosanto. «Io andrò a votare domenica e voterò per il no». L’ex ministro lo dice nel corso della visita all’ospedale di Sulmona per dire no alla soppressione del punto nascite, così come deciso dalla Regione. «Come sapete – ha spiegato – Forza Italia ha lasciato libertà di coscienza, e all’interno di Forza Italia sono rappresentate entrambe le posizioni, sia quella di chi è convinto di votare per il si, (così come rappresentanti delle regioni che hanno promosso questo referendum), sia quelli convinti di votare per il no».

I vescovi contro l’astensione

I vescovi tornano a schierarsi a favore del fronte anti astensione. Nell’imminenza referendum sulle trivelle, l’arcivescovo di Taranto e presidente della Commissione Cei per i problemi sociali, Filippo Santoro, ribadisce l’importanza di «prendere in considerazione il quesito referendario». A prescindere dal merito.