Thiene, profanata la tomba dell’alpino Miotto, morto in Afghanistan nel 2010

Ignoti hanno profanato la tomba di Matteo Miotto, ucciso a 24 anni in Afghanistan il 31 dicembre 2010, nel cimitero di Thiene (Vicenza). «Un atto ignobile da condannare con fermezza perché ferisce la memoria di un giovane della nostra terra che ha perso la vita in missione di pace – dice il sindaco di Vicenza Achille Variati -. Mi auguro che possa essere individuato quanto prima il responsabile di questo vile gesto – prosegue il sindaco – ed esprimo solidarietà alla famiglia di Matteo Miotto, al Corpo degli Alpini, alle associazioni delle Penne Nere e al sindaco di Thiene per questo atto di grave inciviltà». Come si ricorderà, il cazporalmaggiore Matteo Miotto, ucciso da un cecchino, era in forza al 7° reggimento alpini di Belluno e si trovava in Afghanistan dal luglio precedente. Assieme agli uomini del suo reparto e a una componente del genio era impiegato nella Task Force South East, la task Force italiana che dal primo settembre operava nell’area al confine con l’Helmand.

Il caporalmaggiore Miotto fu ucciso da un cecchino

«La profanazione della tomba dell’alpino Matteo Miotto, avvenuta nel cimitero di Thiene, è un gesto vile e ignobile e che dimostra come purtroppo la mamma degli imbecilli sia sempre incinta». Lo dichiara Ignazio La Russa, deputato di Fratelli d’Italia e ministro della Difesa nei giorni della morte di Miotto. «Peggio mi sentirei – conclude La Russa – se invece che imbecilli, gli autori del gesto inqualificabile fossero mossi da vergognosi motivi ideologici che tutt’oggi alcune aree politiche sostengono. Spero che la magistratura faccia presto piena luce su questo atto vandalico contro un figlio d’Italia che ha perso la vita durante una missione internazionale di pace. Ai parenti e agli amici di Matteo, già colpiti duramente per la scomparsa di un loro caro, va la mia vicinanza e il mio affetto».