“Disastro ambientale”: un’accusa “bomba” nell’inchiesta che scuote il governo

È un vero e proprio tsunami giudiziario quello che si sta abbattendo sul governo Renzi  in merito allo “scandalo petrolio” che ha portato alle dimissioni del ministro Federica Guidi che, d’accordo con il superministro Boschi, avrebbe fatto approvare un emendamento a favore del colosso petrolifero Total (e al suo compagno interessato all’affare) che gestisce lo stabilimento Tempa Rossa in Basilicata.

Petrolio, l’ipotesi di disastro ambientale

Sullo scandalo politico si allunga anche l’ombra del disastro ambientale. È una delle ipotesi di reato su cui stanno lavorando gli inquirenti. Le indagini, condotte dai carabinieri del Noe, della Procura della Repubblica di Potenza e della Direzione nazionale antimafia, sono concentrate anche sull’inquinamento prodotto dal centro oli dell’Eni, a Viggiano (Potenza),  che è al centro di uno dei filoni dell’inchiesta sul petrolio in Basilicata. In particolare saranno effettuate nuove analisi epidemiologiche sulle matrici ambientali. Intanto due giorni fa nel centro oli la produzione è stata sospesa dalla compagnia petrolifera. Secondo quanto si è appreso in ambienti giudiziari potentini, i magistrati e i carabinieri del Noe stanno verificando gli effetti dello smaltimento degli scarti di produzione nei terreni, nello stesso centro oli e presso gli impianti di Tecnoparco, in Valbasento, e di altre ditte. Per questo filone, due giorni fa, sono stati arrestati e posti ai domiciliari cinque dipendenti dell’Eni, mentre in totale gli indagati sono 37.

Richiesta di arresto per Gemelli

Potrebbe finire in manette Gianluca Gemelli, il compagno dell’ex ministro Federica Guidi, indagato insieme ad altre 22 persone per concorso in corruzione e per millantato credito nell’ambito dell’inchiesta sul petrolio in Basilicata. La Procura della Repubblica di Potenza, infatti,  presenterà appello contro il rigetto da parte del gip del Tribunale del capoluogo lucano della richiesta di arresto per  Gemelli. La richiesta di arresto (rigettata dal gip Michela Tiziana Petrocelli)  fa parte del filone dell’inchiesta che riguarda la costruzione del centro oli della Total a “Tempa rossa”, in provincia di Potenza.