Storace presenta il suo libro: ecco la mia militanza, oggi quella destra non c’è più

Siparietto di Francesco Storace giovedì sera allo storico locale Gilda di Roma, nel cuore della capitale: mentre il leader della Destra presentava il suo libro La prossima a destra, ha fatto finta che gli suonasse il cellulare e estraendolo ha detto: «Chi è, Berlusconi? Aveva detto che mi avrebbe chiamato e invece è sparito…». Questo la dice lunga sul clima che si respira in questi giorni convulsi nel centrodestra romano in attesa di una quadra. E in questo clima si inserisce perfettamente il libro che Storace ha scritto per la Minerva editore e presentato ieri sera nel noto locale della capitale. È un’autobiografia politica di un personaggio importante nel panorama della destra italiana in generale e romana in particolare, di un protagonista – suo malgrado – degli anni di piombo. Storace ha iniziato a fare politica da adolescente nelle file del Movimento Sociale Italiano, e per il suo impegno ha subito – tra l’altro – un gravissimo attentato dinamitardo alla casa dove abitava con la sua famiglia: per un puro caso non ci furono vittime, in quanto il fratellino di 9 anni si trovava in un’altra stanza. Fu poi bersagliato da colpi di pistola mentre affiggeva manifesti, attività che dovrebbe essere legittima per chi milita in un partito, fu aggredito fisicamente, emarginato, guardato con odio e disprezzo da coloro che si ritenevano i depositari della verità politica, ossia le sinistre, estreme e non. Ma lui, come del resto tutti i missini, non si arrese mai, e proseguì la battaglia politica che a quel punto era diventata una battaglia di libertà, di sopravvivenza. Il Msi sopravvisse, divenne Alleanza nazionale, e andò al governo di questa nazione. Poi, come ha ricordato lo stesso Storace nel suo intervento di ieri sera, «Sappiamo tutti come è finita». E la crisi profonda della destra italiana non è ancora finita, se ci saranno, come sembra, ben quattro candidati della destra in corsa per il Campidoglio. Nel libro il leader della Destra analizza queste dinamiche, ed esprime la speranza che alla fine un’altra destra sorgerà in Italia, la prossima, appunto.

Storace ha ripercorso nel libro la sua vita politica

A questo proposito, l’ex ministro della Salute nonché governatore della Regione Lazio ha detto, annunciando la sua candidatura, che «noi siamo in campo, ormai con liste complete, condurremo la battaglia per il Campidoglio direttamente con il nostro popolo. Gli schieramenti resteranno quelli cui ci ha costretto l’irresponsabile atteggiamento del centrodestra, che non è stato capace di trovare unità». E ha continuato: «A meno di colpi di scena made in Berlusconi – ha concluso – gli elettori del centrodestra troveranno quattro nomi di riferimento sulla scheda elettorale. Dopo il mandato esplorativo a Berlusconi, affidatogli nelle ultime ore da Forza Italia, non ho sentito né visto il Cavaliere, il che vuol dire che si sono arresi o che impera la logica dei veti contro di noi. Affermare che non ci saranno apparentamenti al ballottaggio è anche ovvio: – conclude Storace – continuando così ci andranno Giachetti e Raggi». Nel libro La prossima a destra, prefato dal direttore di Il Tempo Gian Marco Chiocci, Storace compie un lungo viaggio, in Italia e nella politica, ricordando spesso la figura che certamente fu maestro per Storace e per tutti noi, Giorgio Almirante, l’uomo che insegnò a generazioni di italiani onesti come è fatta la politica dei valori, rifiuggendo sempre quella delle poltrone e degli affari. Nella sua prefazione Gian Marco Chiocci accenna al libro di Storace come a una carta nautica necessaria per orientarsi nel mare tempestoso della politica: mai come oggi la destra italiana avrebbe bisogno di quelle coordinate.

(Nella foto, un giovanissimo cronista Francesco Storace nel 1983 al funerale di Paolo Di Nella. A destra si intravedono Teodoro Buontempo e Maurizio Gasparri)