Soldi a Panama, cento big italiani nella lista. Spuntano Verdone e la D’Urso

“Maledetto il giorno che t’ho bonificato”, potrebbe essere il titolo di un film di Carlo Verdone sull’apertura di un conto corrente nel paradiso fiscale di Panama. Il comico romano è uno dei cento italiani che – secondo l’Espresso, in edicola domani – sarebbero coinvolti nel caso delle società con sede nei paradisi fiscali, il Panama Papers. Verdone,  ma non solo: nella “black list” ci sarebbe Barbara D’Urso, in qualità di amministratrice della società Melrose street ltd, registrata nel 2006 alle isole Seychelles. Quella società, spiega una nota inviata dagli avvocati della presentatrice al settimanale, «è stata aperta ai fini di un’operazione immobiliare che la signora D’Urso intendeva compiere in Costa Azzurra». Un’operazione che poi non si è concretizzata, prosegue la nota, e quindi Melrose è stata chiusa. Ma non finisce qui. Si è difeso anche Verdone, che si è detto «sorpreso di essere accostato a una società con sede a Panama», e che «non ha idea dei motivi per cui sia stata costituita».

Nello scandalo coinvolti anche i comunisti cinesi

Secondo il Guardian tra le personalità coinvolte risulterebbe anche l’attuale presidente della Fifa, l’italo-svizzero Gianni Infantino, in precedenza segretario generale della Uefa, che però nega tutto.  Infantino ha smentito qualsiasi accusa. Secondo Repubblica, tra i correntisti ci sarebbero, oltre a Luca Cordero di Montezemolo. anche lo stilista Valentino. A Londra, intanto, resta nei guai il premier David CAmeron per il fondo co-fondato dal padre alle Bahamas. Downing Street ha difeso la posizione di Cameron affermando che “non ci sono fondi offshore di cui il primo ministro o la sua famiglia avranno beneficio in futuro”. Secondo il New York Times, invece, sono coinvolti in maniera pesante anche i vertici del partito Comunista che nell’era Xi hanno fatto della lotta alla corruzione la priorità. Tra i nomi fatti dall’International Consortium of Investigative Journalists c’è anche quello della nuora di Liu Yunshan, il capo della propaganda.