Sequestra un bimbo per riavere la droga: in manette il pugile Mirco Ricci

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Dal ring alla cella nel giro di 48 ore: è finito con le manette ai polsi il sequestro di un bambino di appena nove anni, rapito mentre era in casa con la madre, organizzato dal campione di pugilato Mirco Ricci The Predator per riavere indietro dalla madre del piccolo una partita di droga da 5000 euro.

Chi è Mirco Ricci, l’autore del sequestro di un bambino di nove anni

Il sequestratore del bambino di 9 anni, avvenuto nei giorni scorsi a Roma è il venticinquenne Mirco Ricci, un nome noto nel mondo della boxe e altrettanto conosciuto alle cronache: l’ultimo episodio di rilievo penale che lo ha riguardato è stato quello della rissa seguita all’incontro con l’ucraino Demchenko, perso per ko tecnico. Alla proclamazione da parte dell’arbitro, dagli spalti è volato di tutto, persino delle sedie. Non solo: il turbolento atleta nel 2014 era stato anche gambizzato in auto dopo un incontro di pugilato. Ora, al palmares penale, il giovane boxer aggiunge il sequestro lampo, finito con l’arresto, di un bambino di nove. Un’affaire criminale legato al mondo della droga e che ha portato all’arresto di alcuni familiari del pugile: la sorella, la madre ed un’amica, complici nel sequestro del ragazzino e delle minacce seguite al rapimento a scopo intimidatorio.

Il sequestro: il contesto in cui è nata l’idea

Da quella donna, madre della piccola vittima del rapimento, Mirco Ricci voleva indietro i 5000 euro di una partita di droga che sosteneva gli fosse stata rubata. Così ha deciso di portarle via il figlio di 9 anni minacciandola ripetutamente, ogni ora: «Se non paghi non lo rivedi più. Lo ammazziamo». La mente del sequestro a conduzione familiare come detto è  The Predator, come si fa chiamare quando sale sul ring, un nome non inedito al mondo della droga, tanto che già due anni fa, all’epoca della gambizzazione seguita a un incontro, sembra ci fosse di mezzo la droga, o – come la chiama lui stesso sul suo profilo Facebook – la “neve”. Ora è finito in manette con un’accusa pesantissima, quella di sequestro di persona a scopo di estorsione, aggravato dalla minore età del sequestrato. E con lui sono state arrestate anche la sorella Francesca, la madre Palma ed un’amica che aveva messo a disposizione l’abitazione per nascondere il piccolo.

Il sequestro: la vicenda nel dettaglio

Tutto è cominciato all’alba del 20 aprile, quando Mirco Ricci – insieme con la sorella – si presenta a casa della donna per riavere indietro la partita di droga. La colpisce con un pugno alle costole e porta via il bambino. Poi la corsa in auto verso il nascondiglio, l’abitazione di un’amica in un residence in via di val Cannuta, alla periferia ovest della città. All’ennesima minaccia di morte nei confronti del figlio, la madre si convince a sporgere denuncia alla polizia. La sera del 21 aprile, negli uffici della Squadra Mobile, racconta tutto per filo e per segno, fa nomi e cognomi di chi le ha portato via il figlio. Da quel momento partono le ricerche, in sinergia con la Procura della Repubblica che dispone anche accertamenti sulle utenze telefoniche delle persone denunciate. Ed è proprio una telefonata in cui una la madre di Ricci fa il nome del bambino ad incastrare la banda di criminali. Gli agenti individuano il residence e l’appartamento in cui era nascosto il bambino che viene tratto in salvo 48 ore dopo il sequestro. Grazie ai riscontri della I Sezione Criminalità Organizzata e della IV sezione Reati Sessuali e in danno di Minori della Squadra Mobile vengono poi arrestati in flagranza di reato la mente del sequestro, Mirco Ricci, insieme con la madre, Palma Condemi, e con l’amica Sonia Cataldi. Successivamente, dopo aver ascoltato di nuovo la madre del piccolo sequestrato, la Procura dispone il fermo anche per Francesca Ricci, la sorella del campione di boxe, finito al tappeto per un ko penale.