Scioperi in arrivo, anche gli statali non ne possono più di Renzi e della Madia

Si annuncia una stagione di scioperi. I sindacati – persino la dormiente Cgil – “costretti” alla mobilitazione per conservare un minimo di credibilità. Gli statali aspettano da luglio il rinnovo dei contratti e dopo l’accordo sui comparti, che semplifica la materia, non vogliono più attendere. «I dipendenti pubblici stanno preparando lo sciopero generale», annuncia il leader della Uil, Carmelo Barbagallo, svelando i piani dei sindacati di categoria, che intanto hanno già stilano una road map di mobilitazioni a livello territoriale. Un calendario che copre tante date, da qui a fine mese prossimo, ma, stando alle parole del segretario generale della Uil, un blitz non è escluso e i travet potrebbero incrociare le braccia anche prima, con uno stop a livello nazionale «entro la fine di aprile o i primi di maggio». La situazione non può reggere, continua, il governo ha «fatto un atto incostituzionale che gli è stato segnalato, ora è illegale». Il clima è di certo teso, anche perché lo sciopero dovrebbe essere unitario e c’è da mettere d’accordo le diverse sigle. La strada per arrivare a sbloccare davvero i salari nel pubblico impiego è poi tutt’altro che chiara. Da una parte c’è il governo, che nella legge di stabilità ha stanziato 300 milioni per i dipendenti della pubblica amministrazione centrale (per il testo si deve provvedere su base locale); dall’altra i sindacati, che hanno già giudicato quei soldi insufficienti. Non finisce qui: Cgil, Cisl e Uil non sono propense a rimettere mano ai contratti in base alle regole della legge Brunetta, che divide per fasce di merito o demerito. Un discorso che si incrocia con la riforma della P.A. a cui sta lavorando Madia, per cui è atteso un provvedimento entro l’estate. Non c’è quindi solo un problema di soldi ma anche di regole. In più ci sono una serie di variabili: il sottosegretario all’Economia, Pier Paolo Baretta, parla di «allargare la detassazione dei premi di risultato ai comparti del pubblico impiego», mentre la Uil rivendica il part-time agevolato in uscita anche per gli statali.