“Schiforme”, le opposizioni lanciano il referendum contro la riforma truffa

S’avvicina la grande battaglia per il referendum d’ottobre, quella che deciderà le sorti del governo Renzi È  stato raggiunto, alla Camera dei deputati, il quorum per la richiesta del referendum popolare sulle riforme costituzionali. Le opposizioni (M5S, FI, Lega, Sinistra Italiana) hanno infatti raccolto le firme di 166 deputati. Il quorum richiesto per il referendum confermativo era di 126 deputati, pari a 1/5 dell’assemblea di Montecitorio. Una volta che gli uffici della Camera certifichino le firme raccolte il proponente del referendum (il deputato M5S Danilo Toninelli che ieri aveva inviato a nome di tutti gruppi la lettera per l’avvio delle procedure alla presidente Laura Boldrini) e i tre delegati Stefano Quaranta (SI), Roberto Occhiuto (FI), Cristian Invernizzi (Lega) si recheranno in Cassazione per il deposito delle firme.

Brunetta: «Renzi vuole il regime»

Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, lancia su Twitter uno dei leit motiv della  campagna: «#schiforme Opposizioni hanno chiesto referendum. Vanificata volontà @matteorenzi. Solo nei regimi maggioranza convoca plebiscito su se stessa» . Cristian Invernizzi osserva da parte sua che «oggi abbiamo posto le basi è per salvare la Costituzione e la base democratica del nostro Paese». «Nonostante Renzi abbia pensato bene di distorcere a sua piacimento la Costituzione – prosegue Invernizzi – , saranno i cittadini a fermare i suoi sporchi giochetti e a mandare a casa questo governo capace di tutelare solo interessi personali, togliendo diritti ai cittadini».

Matteoli: «Riforme imposte da una minoranza». Un convegno a Roma

Il centrodestra si sta già mobilitando in vista del referendum. E partono i primi convegni per spiegare le ragioni dell’opposizione alle riforme di Renzi e Boschi. I temi di un importante incontro  che si svolgerà il 20 aprile a Roma (su iniziativa della Fondazione della Libertà) sono anticipati da Altero Matteoli: «Siamo di fronte a un’altra occasione mancata per modificare l’assetto costituzionale in modo condiviso. Una minoranza figlia del trasformismo parlamentare impone le riforme della Costituzione, che non possono essere un bene in sé, a prescindere dal loro contenuto. La storia ci insegna che ce ne sono di buone e di inutili o persino controproducenti. La genesi delle riforme volute dal governo promettono male, sono imposte, al momento in attesa del referendum confermativo, da una minoranza parlamentare fattasi maggioranza. Sono, in fondo, riforme senza democrazia». Al convegno, che si svolgerà  alle ore 17 presso la Sala del Primaticcio della Società Dante Alighieri, interverranno Roberto Calderoli, vicepresidente del Senato, i senatori Luigi Compagna, Gaetano Quagliariello e Altero Matteoli, il presidente emerito della Corte Costituzionale, Annibale Marini.