Scandalo petrolio, l’inchiesta sul danno ambientale e il sospetto di dati truccati

Sembra un ironico giro di parole ma purtroppo è semplicemente l’amara constatazione dei fatti: si allarga a macchia d’olio lo scandalo che si è abbattutto sull’esecutivo Renzi in merito all’affaire petrolio che ha portato alle dimissioni del ministro Federica Guidi che, ipotizza l’inchiesta in base alle intercettazioni, in accordo con il superministro Boschi, avrebbe fatto approvare un emendamento a favore del colosso petrolifero Total (e del suo compagno interessato all’andamento del business) che gestisce lo stabilimento Tempa Rossa in Basilicata. E il filone d’inchiesta legato all’ipotesi del disastro ambientale prende sempre più inquietantemente corpo…

Danno ambientale, l’interrogazione di Gasparri

In queste ore, dunque, sulla vexata quaestio, e in particolare su una delle ipotesi di reato intorno alla quale stanno lavorando gli inquirenti, concentrandosi anche sull’inquinamento eventualmente prodotto e coperto, è intervenuto anche il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri, il quale, nel tentativo di far luce sull’intricata vicenda, è ripartito da un semplice, quanto illuminante, interrogativo: «È vero che i periti dell’Eni avrebbero fatto pressioni su alcuni consulenti della Procura di Potenza perché falsificassero i dati sull’inquinamento ambientale? Ho presentato un’interrogazione perché – ha dichiarato l’esponente azzurro – bisogna accendere un faro su quanto, stando ad alcune ricostruzioni giornalistiche, starebbe accadendo in Eni, anche in riferimento al coinvolgimento della multinazionale in più filoni dell’inchiesta sui prelievi petroliferi della Basilicata».

Dati truccati? Serve la verità

«Secondo quanto riportato su La Stampa di oggi – ha poi proseguito Gasparri – la relazione truccata dai periti della Procura sarebbe stata volta ad ottenere risultati più favorevoli agli interessi dell’Eni. Chiedo di sapere – ha aggiunto il senatore forzista entrando più a fondo nel merito tecnico della vicenda – se risultino al governo violazioni delle corrette procedure sulla verifica di danno ambientale, e in particolare se il sub emendamento n. 2.9818/4, condiviso dal governo, a firma del relatore Santini – che di fatto ha escluso il ministero dell’Ambiente dall’esprimere un parere vincolante, senza il quale nessuna opera si sarebbe potuta eseguire – possa avere influenza sulle verifiche ambientali riguardanti casi come quello di cui si sta occupando la Procura di Potenza. Inoltre – ha concluso Gasparri – chiedo di sapere quali siano gli attuali rapporti dei vertici dell’Eni con i vertici del governo, visto anche che un noto esponente del Pd e della maggioranza, onorevole Lapo Pistelli, ha lasciato il Parlamento per assumere un incarico dirigenziale in Eni». Come si evince, dunque, interrogativi che aprono ad altri interrogativi e – chissà – forse ad altri filoni d’inchiesta…