Ryanair contro Renzi: indisponibili a pagare i costi degli ex-piloti Alitalia

«Che siano Alitalia ed Etihad a pagare le pensioni ai propri dipendenti, e non Ryanair». Non usa giri di parole Michael O’Leary, il vulcanico e fumantino Amministratore Delegato di Ryanair per mandare un messaggio di fuoco a Renzi che ha aumentato da 6,50 euro a 9 euro la cosiddetta tassa municipale sui passeggeri degli scali italiani. Più esplicito di così non poteva esserlo il manager irlandese che una ne fa e cento ne pensa. Ma, con il consueto savoir faire che da sempre contraddistingue il suo linguaggio, O’Leary spiega meglio il senso delle sue parole:  «tassare i visitatori in Italia per creare un fondo che vada a pagare le pensioni e la riqualificazione professionale degli ex-piloti Alitalia – spiega – creerà un danno incalcolabile al turismo e al lavoro italiani».
Non è certo l’unica stoccata all’ex-compagnia di bandiera: «non consideriamo Alitalia come un vero e proprio competitor – dice il manager ricordando che Ryanair aveva suggerito ad Alitalia di fare da feederaggio ai loro aeromobili sul lungo raggio – se Alitalia decidesse di competere con noi, perderebbe»
Comunque, alla fine della giostra, O’Leary da l’aut aut a Renzi: «il governo annulli l’aumento della tassa municipale per i passeggeri degli aeroporti italiani, passata da 6,50 euro a 9, e Ryanair valuterà di annullare gli annunciati tagli di rotte e traffico su Alghero, Pescara e Crotone. Sulla questione, rivela l’Ad Ryanair, «abbiamo avuto un incontro molto positivo con il ministro Graziano Delrio, che ha mostrato aperture verso il taglio della tassa e la possibilità di ridisegnare le linee guida aeroportuali, che impediscono agli aeroporti italiani regionali e delle isole di competere con gli aeroporti delle principali città».
I tagli, già annunciati da Ryanair a febbraio, riguarderebbero, a partire da novembre, la chiusura delle basi di Alghero e Pescara, con una riduzione dei voli fra il 60 e l’80 per cento, e l’interruzione dei voli a Crotone. «Se verrà rivista la tassa – ha spiegato O’Leary – valuteremo l’annullamento dei tagli di rotte e traffico. Se riuscissimo a cancellare la tassa, i prossimi anni raggiungeremo i 50 milioni di passeggeri in Italia con 15/17 mila posti di lavoro».