Roma ha rischiato di rimanere senz’acqua: 4 albanesi arrestati

Roma ha rischiato di rimanere senz’acqua. La Capitale d’Italia coi rubinetti a secco. Non un film ma uno scenario possibile sventato dai carabinieri. È accaduto tutto in una notte. Un furto che ha del rocambolesco. E se non fosse stato per il sistema supplementare di erogazione elettrica automatico in parallelo, Roma sarebbe rimasta oggi senz’acqua potabile. La causa? Presto detto: il furto di 52 matasse di rame, per un peso totale di 3240 chili (oltre due chilometri di lunghezza ed un valore di 50mila euro) utilizzate per collegare 11 tralicci elettrici. Del furto si sarebbero resi protagonisti quattro albanesi arrestati la scorsa notte dai carabinieri del Nucleo Radiomobile dopo un rocambolesco inseguimento, con tentativo di speronamento di due autopattuglie. I quattro, accusati di rapina dal pm Paolo Auriemma, sono comparsi oggi in tribunale a Roma per essere giudicati con il rito direttissimo. I giudici dell’ottava sezione del tribunale, dopo aver convalidato il loro fermo ed emesso l’ordinanza di custodia cautelare in carcere, hanno concesso al difensore degli indagati i termini a difesa e rinviato il processo all’11 aprile prossimo. Il furto delle matasse di rame è avvenuto nell’impianto “Acqua Vergine” di via Collatina, area di proprietà dell’Unità patrimonio e sorveglianza della “Acea Ato spa“. Qui i ladri erano entrati, si legge nel capo di imputazione, con tre diversi mezzi, due Fiat Iveco ed una Mercedes, dopo aver scardinato il cancello di accesso. La conseguenza del trafugamento è, ora, l’inutilizzabilità del rame.