Rivolta di Budapest: è morto Bela Biszuku, il comunista che ordinò la repressione

All’età di 94 anni, è morto Bela Biszku, l’unico dirigente dell’era comunista in Ungheria a essere stato processato per il suo ruolo nella repressione della rivolta di Budapest del 1956: gli ungheresi reclamavano maggiore libertà ma la loro protesta fu stroncata dai carri armati inviati da Mosca. Biszku fu il numero due di Janos Kadar, capo del partito comunista ungherese per venticinque anni, e diventò ministro dell’interno nel 1957, quando diresse la repressione della rivolta. Nel 2014 fu processato con l’accusa di aver dato l’ordine di sparare contro i manifestanti provocando la morte di 49 persone. Negò qualsiasi coinvolgimento, ma fu condannato a cinque anni e sei mesi di carcere per crimini di guerra e altri reati. La sentenza fu però in seguito dichiarata nulla e fu ordinato un altro processo nel quale non si è mai arrivati a un verdetto definitivo.

La rivolta di Budapest del 1956 e il ruolo di Bela Biszku

La Rivoluzione ungherese del 1956 fu una sollevazione armata antisovietica scaturita nell’allora Ungheria socialista che durò dal 23 ottobre all’11 novembre 1956. Venne alla fine duramente repressa dall’intervento armato delle truppe sovietiche. Morirono circa 2.700 ungheresi e 720 soldati sovietici. I feriti furono molte migliaia e circa 250mila furono gli ungheresi che lasciarono il proprio Paese rifugiandosi in Occidente. La rivoluzione portò a una significativa caduta del sostegno alle idee del bolscevismo.