Riina jr. va a “Porta a Porta”. L’ira della Falcone sulla Rai: «Scelta indegna»

La Rai nella bufera non è una novità. Sin da quando esiste, l’azienda di viale Mazzini ha dimostrato di saper attirare più fulmini di uno spuntone di roccia in alta montagna. Questa volta, però, a far grandinare critiche sulla concessionaria del servizio pubblico radiotelevisivo non è la solita perturbazione di carattere politico bensì una vicenda ben più lacerante quale senz’altro è la presenza negli studi di Porta a Porta di Salvo Riina, il figlio terzogenito di Totò ù curtu, il “capo dei capi” dei Corleonesi, cioè la fazione più sanguinaria di Cosa Nostra.

La sorella del magistrato ucciso dalla mafia contro Vespa

Riina jr. sarà ospite stasera di Bruno Vespa per presentare il suo libro (“Riina family day”, edizioni Anordest), un ampio capitolo del quale è dedicato alla descrizione del clima di casa Riina il 23 maggio del 1992, il giorno della terribile strage di Capaci, in cui persero la vita il giudice Giovanni Falcone, sua moglie Francesca Morvillo e i tre uomini della scorta. E proprio da Maria Falcone, sorella del magistrato ucciso, che arriva attraverso l’agenzia Ansa una ferma presa di posizione contro la Rai: «Apprendo – ha infatti dichiarato – la costernata della decisione di far partecipare per la presentazione del proprio libro, alla puntata di Porta a porta di domani (oggi per chi legge, ndr) il figlio di Totò Riina, carnefice di Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, e centinaia di altri servitori dello Stato, e anch’egli condannato per associazione mafiosa». Maria Falcone aggiunge di considerare «incredibile» la notizia: da 24 anni – ricorda la professoressa – mi impegno per portare ai ragazzi di tutta Italia i valori di legalità e giustizia per i quali mio fratello ha affrontato l’estremo sacrificio ed è indegna questa presenza in una emittente che dovrebbe fare servizio pubblico».

E su Riina jr. in trasmissione litigano Pd e Ncd

Com’era prevedibile, la polemica sulla presenza di Riina jr. in Rai si è immediatamente trasferita tra i partiti. E se il deputato Pd Michele Anzaldi, segretario della commissione di vigilanza Rai, ha già annunciato che chiederà chiarimenti ai vertici della Rai, Maurizio Lupi, capogruppo di Area popolare, prende invece le difese di Vespa: «Servizio pubblico – spiega – non vuol dire disinteresse per le notizie. Il primo quotidiano italiano dedica una pagina al figlio di Totò Riina e il primo canale televisivo del Paese non può intervistarlo?». È altrettanto vero, tuttavia, che dalle anticipazioni della trasmissione si è appreso che Salvo Riina si è rifiutato di rispondere alle domande di Vespa su Falcone e Borsellino e che nessuna presa di distanza dai molti delitti del padre, nonostante i ripetuti inviti del conduttore.