Riforma medici di famiglia, rischio caos negli ospedali di notte

Rischio caos nei Pronto soccorso di notte. È questa la conseguenza che potrà derivare dall’applicazione della nuova riforma dell’assistenza della medicina generale, che prevede la nascita di studi medici h16, dalle 8 a mezzanotte, dove l’assistenza sarà garantita da medici di famiglia e di continuità assistenziale (ex guardia medica) a turno. A denunciare il pericolo, all’indomani dell’approvazione dell’atto di indirizzo per il rinnovo delle convenzioni dei medici di famiglia, è la Fp-Cgil Medici, insieme a vari sindacati di categoria, mentre, dal canto suo, il ministro della Salute Beatrice Lorenzin assicura che l’obiettivo è ora proprio un aumento del personale medico. ‘Quanto ai timori avanzati dai sindacati anche sulla scarsità del personale per poter applicare il nuovo modello assistenziale, Lorenzin risponde appunto che ”l’obiettivo è ora proprio l’aumento del personale medico”.

Secondo il nuovo modello, i 16.500 medici di continuità assistenziale saranno anch’essi spostati nella fascia 8-mezzanotte, mentre da mezzanotte alle 8 del mattino il cittadino dovrà rivolgersi in caso di necessità al 118, venendo a mancare la presenza della guardia medica. In pratica, avvertono Cgil e Cgil Funzione Pubblica, si ”elimina la guardia medica notturna, oggi incaricata di visite domiciliari e consulenze mediche telefoniche che possono risolvere il problema, evitando di andare al pronto soccorso”. Parla di ”bluff a danno di medici e pazienti” che porterà “ad un uso improprio del 118” il Sindacato Medici Italiani (Smi), quello maggiormente rappresentativo della guardia medica, che per queste ragioni annuncia per l’11 maggio una manifestazione a Roma. Critiche arrivano pure dalla Società Italiana medicina di Emergenza Urgenza (Simeu). Di parere opposto la Federazione dei medici di medicina generale Fimmg, che sottolinea come ”l’assistenza sarà garantita h16 nelle ore diurne quando c’è una maggiore richiesta, ma questo non determinerà il rischio di intasamenti di notte nei Pronto soccorso, poichè i maggiori accessi avvengono appunto nelle ore diurne e non di notte”.