Renzi s’inventa lo spot per uscire dall’inferno: 80 euro alle pensioni minime

Come uscir fuori dall’inferno? Semplice, con un’altra performance da Carosello. Nel momento peggiore del suo governo – con la questione del petrolio che ha travolto la Guidi (e non solo) e che si somma alla questione delle banche – Matteo Renzi si affida a un altro spot. Un po’ di propaganda mischiata alla solita ondata di promesse, la tecnica è sempre la stessa e il numero magico è 80. Sì, perché ora sbandiera un’altra idea: «È difficile alzare le pensioni minime, in questo momento abbiamo dato la precedenza al ceto medio e alle famiglie con reddito di 1500 euro al mese. Allo studio c’è allargare gli 80 euro a chi prende la pensione minima. Vedremo se saremo in grado di farlo», dice nella diretta twitter e facebook da Palazzo Chigi.

 Gli spot di Renzi non finiscono mai

Non gli è andata giù la dichiarazione dell’Anm («le dichiarazioni di Renzi sono inopportune nei tempi ed inconsistenti nei fatti», in relazione alle parole del premier sul paragone tra le inchieste della Procura di Potenza sul petrolio e le Olimpiadi). Per rispondere, rispolvera un po’ di antiberlusconismo: «Oggi leggo sui giornali “Renzi accusa i magistrati”. Ma dove? Quello che accusava i magistrati qui ci stava qualche anno fa. Noi i magistrati li incoraggiamo a fare il più veloce possibile e a parlare con le loro sentenze. Più vanno a sentenza più siamo contenti». Ed ecco confezionato un altro spot, stavolta sulla sicurezza: «Se oggi vi dicessi che i reati in Italia stanno diminuendo, che è la realtà, mi prendereste per sprovveduto perché l’opinione pubblica pensa che l’Italia sulla sicurezza sia in difficoltà ma non è vero». E il referendum? «Il quesito non parla di nuove trivelle ma di tirar fuori il gas e petrolio che c’è. Se decidiamo di dire basta andiamo fuori a comprare dagli arabi e dai russi? Io sono per usare quello che c’è. Spero che questo referendum che potrebbe bloccare 11mila posti di lavoro, fallisca».