Renzi e Pinotti si fanno amare anche in Libia: la folla brucia il tricolore

Peggiora ogni giorno di più la situazione in Libia: dopo la “liberazione” da Gheddafi avvenuta per volontà della Ue, Italia compresa, la situazione si è andata sempre più detriorando, tra guerre, massacri, omicidi politici, fosse comuni, clandestini, barconi, signori della guerra, scafisti, Isis e chi più ne ha più ne metta. Non si riesce a formare un governo, malgrado le assicurazioni di Bruxelles, e ogni fazione controlla una piccolissima porzione di territorio. Si prevede un intervento armato, ma tutti hanno paura ad andarci, e l’Italia forse più di tutti. Così la situazione è di totale anarchia e caos. I fondamentalisti per giunta hanno effettuato una sistematica campagna anti-italiana, e i risultati si vedono: bandiere italiane date alle fiamme in Libia sono state segnalate da due media a Tobruk e a Derna, mentre su Twitter sono tornate a circolare immagini di un tricolore bruciato presumibilmente a Bengasi alcuni giorni fa. Il caso di Tobruk viene riportato dal sito Alwasat precisando che centinaia di libici hanno manifestato dopo la preghiera del venerdì al motto “nessuna tutela”. Su cartelli era scritto “no all’intervento dell’Italia nei nostri affari interni”, “l’Italia non si sogni di occupare il nostro Paese”.

«No all’intervento italiano in Libia»

«I manifestanti hanno bruciato una bandiera italiana e issato striscioni sui quali era scritto “il nostro esercito è il nostro salvatore”, congratulazioni per le vittorie dell’esercito a Derna e Bengasi e per i suo progressi in direzione della città di Sirte», scrive il sito. «Bruciando una bandiera italiana, hanno condannato quello che definiscono un’interferenza italiana e dell’Onu in Libia», riferisce dal canto suo Libya Herald descrivendo l’episodio di Derna. Questo è avvenuto nell’ambito di una protesta peraltro indirizzata contro raid aerei dell’esercito libico guidato dal generale Khalifa Haftar osannato a Tobruk. Ad apparente conferma di un episodio segnalato mercoledì (ma non è escluso di tratti di un nuovo caso), un account Twitter ha diffuso quattro foto accompagnandole con la didascalia «la bandiera dell’Italia brucia a Bengasi quale rifiuto dell’ingerenza italiana e contro le dichiarazioni di Roberta Pinotti». Senza aggiungere altro circa il ministro della Difesa, il tweet mostra una bandiera mentre viene calpestata e bruciata. Sul campo bianco di un drappo, si legge la scritta rossa in arabo: “No all’intervento italiano”.