Renzi a Napoli e scoppia la rivolta: non lo sopporta più nessuno

 

La popolarità di Matteo Renzi è a picco. Non si tratta di sondaggi, ma di fatti concreti. Ovunque vada il premier presunzione è salutato da scontri e insulti. È accaduto anche a Napoli. Il capoluogo campano ha salutato l’arrivo di Renzi schierando la polizia in assetto antisommossa. Ed è stato subito scontro. Sul lungomare di Napoli diversi manifestanti hanno continuano ininterrottamente a lanciare pietre contro le forze dell’ordine che si sono protette sparando a ripetizione lacrimogeni. Guerriglia urbana stile anni ’70. Del resto, Renzi ormai è in caduta libera. Più sbraita, più appare isolato. E la scena è sempre la stessa: contestazioni e fischi lo accolgono ovunque si presenti. Sceso a Napoli per una riunione in prefettura sul destino di Bagnoli, Renzi è stato accolto da un paio di cortei di protesta. Cortei che hanno pure degenerato: alcuni manifestanti armati di bottiglie di vetro le hanno lanciate contro gli idranti della Polizia. Bloccato il traffico sul lungomare con decine di auto con cittadini a bordo che cercavano di passare tra i divisori di plastica. Insomma, il caos. Arriva Renzi e scoppia il casino. I manifestanti in fuga sul lungomare di Napoli sono stati inseguiti, tra cittadini e automobilisti, dai mezzi delle forze dell’ordine che continuavano a tenere attivato l’idrante. Spavento tra i cittadini, anche se i manifestanti hano pure cercato di tranquillizzarli. Alcune auto e bus con turisti a bordo sono rimasti coinvolti nel lancio di lacrimogeni avvenuto durante i momenti di tensione tra manifestanti per Bagnoli e forze dell’ordine. Nella calca che si è creata mentre il corteo indietreggiava, tra piazza della Vittoria e Posillipo, alcuni veicoli sono stati avvolti dal fumo. Nessuna conseguenza per gli occupanti. Ma la paura c’è stata. È questo il prezzo del disgusto verso il premier. E forse proprio da Napoli è iniziato il conto alla rovescia: Renzi ormai non lo sopporta più nessuno.