Riforme, maggioranza e opposizione hanno le firme per il referendum

La maggioranza ha raggiunto alla Camera le firme necessarie per la richiesta di referendum confermativo sulle riforme costituzionali che si terrà a ottobre. Matteo Renzi ha più volte sottolineato che il sì alla riforma contenuta nel ddl Boschi – approvato definitivamente il 12 aprile scorso – sarà in pratica un referendum sul suo operato di governo: in caso di vittoria dei no infatti Renzi ha promesso di andare a casa. Questo referendum non avrà bisogno del raggiungimento del quorum per essere valido al contrario di quello sulle trivelle che si è tenuto il 17 aprile. Le firme raccolte sono state 237, superando ampiamente, in poche ore il quorum di 126 firme.  Ma la consegna in Cassazione delle firme è saltata per un’indisposizione del senatore di Ap Renato Schifani che avrebbe dovuto far parte della delegazione.

In Cassazione sono invece già arrivate le firme, sempre raccolte allo scopo di indire il referendum confermativo sulle riforme, dei componenti dell’opposizione al Senato: la delegazione che ha depositato le firme era composta dal senatore proponente Antonio D’Alì (FI), dai senatori delegati Vito Crimi (M5S), Loredana De Petris (Sel), Gian Marco Centinaio (Lega) e la senatrice Cinzia Bonfrisco (Cor). Sono 103 in tutto le firme dei senatori, ben oltre le 65 richieste per attivare la procedura di referendum popolare ai sensi dell’articolo 138 della Costituzione.