Referendum, nuovo invito di Renzi all’astensionismo. E nel Pd è rivolta

Sul referendum del 17 aprile Renzi insiste nella linea dell’astensionismo. Ma nel Pd si allarga la rivolta, a partire, naturalmente, dagli esponenti della minoranza dem. Ma vediamo che ha detto Renzi.: «Ogni scelta è legittima. Come ha magistralmente spiegato Giorgio Napolitano in una intervista a Repubblica, se un referendum prevede il quorum la posizione di chi si astiene è costituzionalmente legittima al pari delle altre. Nel caso di un referendum con quorum sostenere le ragioni di chi non vuole andare a votare ha la stessa identica dignità di chi dice sì o no». Il premier lo sscrive nella sua enews. «Sulle energie rinnovabili – continua Renzi – l’Italia va forte, meglio di Uk, Francia e Germania. Ma le rinnovabili da sole non bastano, per il momento. Se chiudiamo le nostre piattaforme dovremo comprare più gas e petrolio dagli arabi o dai russi, sprecando le risorse già esistenti. A me sembra più saggio finire di estrarre ciò che già c’è, senza licenziare i lavoratori del settore e senza sprecare l’energia che abbiamo». Il presidente del Consiglio  poi osserva: “Bene che ci sia informazione, dunque. Riconoscendo pieno diritto di espressione alle posizioni del sì e a quelle del no o dell’astensione».

La sinistra del Pd non ci sta e parte all’attacco. «È inaccettabile che sul referendum del 17 aprile il premier faccia il capo del partito dell’astensione. Pd non significa partecipazione dal basso?». Lo scrive su Twitter Roberto Speranza, deputato della minoranza Pd che guida Sinistra riformista. Insomma, le sprezzanti parole di Renzi rischiano di rivelarsi un boomerang per il premier.