Rabbino arrestato per violenza. La moglie non lo denunciò per motivi religiosi

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Un rabbino di 42 anni è stato arrestato per maltrattamenti in famiglia, a Milano, dopo aver litigato col figlio di 16 anni a cui era stato vietato di mangiare uno spuntino perché non era andato al tempio. La moglie ha chiamato la polizia e ha approfittato per raccontare altri episodi di violenza ripetuti negli anni. L’uomo, E.M., nel 2008 è stato anche arrestato per lo stesso reato nei confronti della donna. L’arrestato è rabbino presso il centro culturale di piazza Castello, è la sua posizione attualmente è in attesa di convalida a San Vittore.

Il rabbino e le violenze in famiglia

Il rabbino arrestato a Milano e la moglie hanno otto figli dai 4 e 16 anni. La coppia è sotto sfratto e ha accumulato 30mila euro di debiti. Tutto ciò, secondo il racconto della moglie di 38 anni e degli agenti che sono intervenuti, avrebbe contribuito a peggiorare il carattere già irascibile dell’uomo. Al momento dell’arrivo della polizia i due erano in abiti tradizionali. La coniuge, una statunitense che è insegnante volontaria al centro culturale, ha raccontato di aver subito un’aggressione il giorno prima ma di non aver potuto chiamare la polizia perché era la Pasqua ebraica e secondo la tradizione non poteva parlare con estranei e usare il cellulare. La ricostruzione degli investigatori ha permesso di risalire ad almeno tre interventi avvenuti nel 2015 che però non hanno portato a denunce. Molti gli episodi di violenza raccontati: nel 2009 ha rotto un dente al figlio maggiore lanciandogli un giocattolo, nel 2015 ha picchiato con la scopa il 16enne, pochi giorni fa ha afferrato al collo un figlio piccolo che aveva colpito un fratellino con un calcio. In questa occasione – sempre secondo il racconto della donna – il rabbino gli avrebbe detto «devi chiedere scusa a tuo fratello, scegli una punizione per quando torneremo a casa» e «pensi di essere più forte di lui? Io sono più forte di te».