Poverina, la Boschi. Alle sue orecchie immacolate non era mai arrivato nulla

La Guidi non diceva. E nessuno lo sapeva. Nemmeno Madonna Boschi, povera. Neppure lei sapeva. Nessuna tenera confidenza tra donne. Nessun bisbiglio, neppur per sbaglio, magari prima di sedere al tavolo circolare del Consiglio. Consiglio dei ministri dove del resto si va per proporre e produrre, giammai per spettegolare: men che meno per rendere edotti i colleghi sulla personale vita privata. Che, in quanto tale, deve restare riservata. Perché il rischio del gossip e del ricamino nel verminaio del generone romano, sempre affamato di si dice, più che possibilità era certezza. Perciò, la Federica Guidi, allenata alla riservatezza nonché memore dei suddetti pericoli, nulla confessò. Neppure alla giovane amica toscana dai modi così affabili. Ne consegue l’impossibilità di   prendersela con la Boschi. Con quella Mariaelena che pure secondo la stessa Federica intercettata al telefono con l’amato “era d’accordo“. Lei, Madonna Boschi, non sapeva né poteva sapere. Al suo immacolato orecchio mai alcuna notizia arrivò del possibile interesse e dell’evidente conflitto. Perchè, se ignoto era l’amato, mai avrebbe potuto essere noto il conquibus, l’argomento incriminato oggetto dell’attenzione del magistrato. E semmai le fosse scappato, alla Federica, un che dire su trivelle e Gemelli tutti, Mariaelena compresa, avrebbero di certo potuto più facilmente pensare al desiderio di una maternità plurima della collega piuttosto che ad un amante che interferiva nascosto dall’anonima cornetta. La Guidi, dopo aver contrattato con un Renzi in missione oltre Oceano, s’è tirata fuori. S’è dimessa ed è tornata alla sua famiglia. Dal premier ha avuto solo la laconica condivisione della scelta. Da Mariaelena neppure quello. Del resto, la Guidi non diceva. E la Boschi non sapeva.