Petrolio, la “macchia” si allarga: indagato anche il capo della Marina De Giorgi

«Non conosco sulla base di quali fatti il mio nome venga associato a questa vicenda. La cosa mi sorprende e mi amareggia, e tutelerò la mia reputazione nelle sedi opportune». La reazione del capo di Stato maggiore della Marina, l’ammiraglio Giuseppe De Giorgi, in merito alle notizie del suo coinvolgimento nell’inchiesta della procura di Potenza, è di assoluto sbalordimento. Eppure il suo nome è entrato prepotentemente nell’inchiesta sulle trivelle in Basilicata che ha portato alle dimissioni del ministro Federica Guidi. Le accuse nei confronti di De Giorgi, secondo Repubblica e il Corriere della sera, vanno dall’associazione per delinquere all’abuso d’ufficio fino al traffico di influenze, stessi illeciti contestati a Gianluca Gemelli, compagno della Guidi già inquisito. Intanto sui giornali tengono banco le telefonate del compagno dell’ex ministro Guidi, inclusa quella in cui lui riferisce di un colloquio con Marcello Pittella, presidente Pd della Basilicata. In quella telefonata Gemelli riferisce di aver rassicurato il governatore sulla salubrità del business dell’oro nero: «Guarda, non ti preoccupare perché tanto non inquina…». Parole seguite da una risata, annotano gli investigatori.

Il silenzio della Boschi

Il ministro delle Riforme Maria Elena Boschi, preferisce non aggiungere altro: stamane, a Villa Morghen, a Firenze, per prendere parte all’Eunomia master dal titolo “L’Italia nella transizione”, non si è soffermata a rispondere alle domande dei giornalisti sugli sviluppi dell’inchiesta petrolio. Telecamere e cronisti sono stati tenuti oltre un cordone. L’intervento del ministro sul tema “Il ruolo dell’Italia in Europa” si tiene a porte chiuse. Ma i pm di Potenza hanno lasciato trapelare proprio oggi che ascolteranno il Ministro per i Rapporti con il Parlamento, Maria Elena Boschi, e il Ministro dimissionario dello Sviluppo economico, Federica Guidi.