Petrolio-gate, i pm indagano anche su una lettera spedita alla Boldrini

Il ministro dello Sviluppo Federica Guidi, travolta dallo scandalo sulle trivelle in Basilicata e costretta a dimettersi, inviò una lettera al presidente della Camera Laura Boldrini per chiederle di velocizzare l’iter di finanziamento del decreto in favore della flotta navale italiana, cui era interessato il Capo di Stato Maggiore della Marina Giuseppe De Giorgi. I magistrati di Potenza che indagano sull’impianto di Tempa Rossa vogliono vederci chiaro su quella corrispondenza, che lambisce le indagini sulle licenze a favore del fidanzato del ministro Guidi. In questo caso il filone dell’inchiesta che riguarda i fondi per un programma navale voluto dal capo di stato maggiore della Marina, Giuseppe De Giorgi. Secondo i pm, i soldi necessari a portarlo avanti sarebbero arrivati proprio grazie alla mediazione di Gianluigi Gemelli, che – secondo quanto scrive il Giornale e Libero – avrebbe ottenuto commesse per la sua società (che si occupa di manutenzione degli impianti petrolchimici) nel porto di Augusta, a Siracusa. In cambio – secondo i magistrati – De Giorgi avrebbe ottenuto lo sblocco dei fondi (5,4 miliardi di euro) per il “suo” programma navale. Da qui la necessità di fare luce su quella missiva inviata dalla Guidi a Laura Boldrini per sollecitare il via libera, alla Camera. del finanziamento. “Sullo schema del decreto è stato acquisito il formale assenso del ministero della Difesa e del ministero dell’ Economia e finanze – si legge nella missiva, riportata da Libero – Ritengo opportuno rappresentare che lo stesso “Programma navale” è già stato sottoposto al parere delle Commissioni parlamentari (…) e che in tale sede sono stati effettuati anche approfondimenti e valutazioni per quanto riguarda i profili finanziari connessi alla sua attuazione. Mi preme segnalare, infine, l’ urgenza del parere, che dovrebbe essere, a questo punto, facilitato (…) e concludersi al più presto…”.