Per motivi di salute si allontana da casa, la ritrova occupata da un marocchino

Si era allontanato dalla sua abitazione e quando è ritornato ha avuto l’amara sorpresa di trovare la sua casa occupata da una famiglia di marocchini. L’uomo assegnatario di una casa popolare è un invalido e il suo caso, sollevato dal Secolo XIX sta facendo discutere. Roberto Bolleri viveva con la madre ora defunta sin dal 2003 nell’appartamento di via  Napoli a La Spezia. L’uomo si era allontanato da casa per motivi salute ma al suo rientro ha trovato la casa occupata  da una famiglia formata da marito, moglie, suocera e tre figli «presumibilmente marocchini che non avevo mai visto».

Trova la sua casa occupata da marocchini e inizia lo sciopero della fame

L’uomo ha iniziato lo sciopero della sete e della fame, per riavere la sua casa. Non solo ha anche presentato una denuncia e ha chiesto l’intervento delle forze dell’ordine: purtroppo invano. «In mia assenza – ha denunciato – l’alloggio è stato occupato da una famiglia, che non conosco: sono cittadini stranieri, credo, originari del Marocco. Non lo so, e non importa: so solo che ho provato a rientrare, e mi hanno allontanato. A che titolo?». «Io sono l’inquilino, assegnatario, con contratto – ha spiegato Bolleri al Secolo XIX – mentre queste persone hanno fatto una occupazione abusiva, e non intendono uscire. Ma io, a costo di sentirmi male, rivoglio la mia casa». L’eco è arrivata al consigliere comunale Gino De Luca, che ha scritto subito al Comune: «È necessario che si chiarisca in fretta cosa sta accadendo, e che si ripristini una situazione di legalità».

L’inchiesta e le polemiche politiche

L’avvocato Cesare Bruzzi Alieti ha scritto alle autorità: segnalando una serie di reati commessi dagli occupanti, dalla violazione di domicilio al danneggiamento aggravato, all’invasione di edifici. Nonostante la flagranza di reato, ha contestato, l’assegnatario non è stato ancora immesso nel possesso della casa. È duramente intervenuta anche la consigliera regionale della Lega Nord Stefania Pucciarelli. Ma il Comune se n’è lavato le mani. L’assessore del Welfare Mauro Bornia ha detto chiaro e tondo che «essendo l’iter avviato di natura giudiziaria, dovrà essere l’autorità giudiziaria ad emettere il relativo provvedimento e «che il rientro  nella disponibilità dell’alloggio da parte del legittimo assegnatario è stimato in tre mesi».