Part time per chi sta per lasciare il lavoro. E la reversibilità è salva

Se avete iniziato a lavorare prima dei 43 anni e 7 mesi; se lavorate in un’azienda privata; se vi mancano 3 anni alla pensione; ma, soprattutto, se siete uomini (alle donne l’agevolazione non è riconosciuta, dice la Uil), allora potete chiedere al datore di lavoro di attivare il part-time, si legge su “Il Giornale“.

Decreto per favorire l’orario ridotto per i lavoratori anziani vicini alla pensione

Cioè, potete stare in fabbrica od in ufficio con un taglio dell’orario compreso fra il 40 ed il 60 per cento. In busta paga riceverete una retribuzione parametrata sull’orario di lavoro realmente effettuato ed una somma esentasse corrispondente ai contributi previdenziali a carico del datore di lavoro sulla retribuzione per l’orario di lavoro non effettuato. In più, per il periodo di part-time, lo Stato riconosce al lavoratore la contribuzione figurativa corrispondente alla prestazione non effettuata, in modo che alla maturazione dell’età pensionabile il lavoratore percepirà l’intero importo della pensione, senza alcuna penalizzazione.

Sì a versamento esentasse dei contributi previdenziali in busta paga

Sono i principali contenuti del decreto ministeriale firmato da Giuliano Poletti, ministro del Lavoro, che rende operativa una norma contenuta nella legge di Stabilità di quest’anno. Lo stesso Poletti annuncia che verrà presentato un emendamento per chiarire definitamente che non ci sarà nessun intervento sui trattamenti di reversibilità. Il part-time riguarda una misura sperimentale che intende promuovere un principio di «invecchiamento attivo». Vale a dire, un’uscita graduale dall’attività lavorativa. Il decreto è stato trasmesso martedì scorso alla Corte dei conti e diventerà operativo dopo la relativa registrazione.