Il Papa: «Nessuno ignori il dramma profughi. Imploro soluzioni»

sabato 16 aprile 12:22 - DI Redazione

Le parole del Papa rimbalzano dall’isola greca di Lesbo. “Siamo venuti per richiamare l’attenzione del mondo su questa grave crisi umanitaria e per implorarne la risoluzione” ha detto Papa Francesco ai profughi del Moria Refugee Camp, dove si è intrattenuto con il patriarca Bartolomeo e l’arcivescovo Hieronimos. “Come uomini di fede desideriamo unire le nostre voci per parlare apertamente a nome vostro. Speriamo che il mondo – ha sottolineato il Papa – si faccia attento a queste situazioni di bisogno tragico e veramente disperato, e risponda in modo degno della nostra comune umanità”. Un appello agli europei affinché si comportino come il Buon Samaritano e guardino alla stessa storia dell’Europa, che è una storia di fraternità e rispetto per tutti. “Possano tutti i nostri fratelli e le nostre sorelle in questo continente – ha detto Papa Francesco parlando ai rifugiati del Moria Camp di Lesbo -, come il Buon Samaritano, venirvi in aiuto in quello spirito di fraternità, solidarietà e rispetto per la dignità umana, che ha contraddistinto la sua lunga storia”. Francesco, Bartolomeo e Hieronimos hanno poi chiesto “alle comunità religiose di aumentare gli sforzi per accogliere, assistere e proteggere i rifugiati di tutte le fedi e affinché i servizi di soccorso, religiosi e civili, operino per coordinare le loro iniziative. E hanno perciò esortato “tutti i Paesi, finché perdura la situazione di precarietà, a estendere l’asilo temporaneo, a concedere lo status di rifugiato a quanti ne sono idonei, ad ampliare gli sforzi per portare soccorso e ad adoperarsi insieme a tutti gli uomini e le donne di buona volontà per una fine sollecita dei conflitti in corso”. Infine, prima di recarsi a pranzo in un container con un gruppo di profughi, ecco l’appello: “L’opinione mondiale non può ignorare la colossale crisi umanitaria, che ha avuto origine a causa della diffusione della violenza e del conflitto armato, della persecuzione e del dislocamento di minoranze religiose ed etniche, e dallo sradicamento di famiglie dalle proprie case, in violazione della dignità umana, dei diritti e delle libertà fondamentali dell’uomo”. Appello che porta la firma di Papa Francesco, del patriarca ecumenico Bartolomeo e dell’arcivescovo ortodosso greco Hieronymos.

 

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