Obama desecreta il dossier sull’11/9. Ecco i misteri irrisolti (VIDEO)

L’intelligence sta rivalutando un dossier segreto sugli attentati dell’11/9 e sta prendendo in considerazione di desecretare i documenti. Lo ha detto il presidente Usa, Barack Obama, durante un’intervista alla Cbs e alla vigilia del suo viaggio in Arabia Saudita. A far pressioni per far pubblicare il dossier di 28 pagine sono stati diversi membri della Camera e del Senato, tra cui la leader della minoranza democratica Nancy Pelosi, e le famiglie della vittime; il dossier fa pare di altri documenti del governo sugli attacchi dell’11 settembre dove si fanno congetture sul ruolo dell’Arabia Saudita. «Ho un’idea di cosa ci sia scritto – ha spiegato Obama a Charlie Rose – ma la nostra intelligence, guidata da Jim Clapper, ha dovuto assicurarsi che le informazioni, una volta rilasciate, non compromettessero la sicurezza del Paese. Credo che Clapper abbia quasi finito questo lavoro».

I misteri ancora irrisolti dell’11/9

Le vite dei 19 terroristi dell’11 settembre, quindici dei quali sauditi, sono state passate al setaccio. Sui loro spostamenti negli Usa e sulle modalità con cui misero a segno i dirottamenti si sa quasi tutto. Ma restano vari interrogativi, il più importante dei quali riguarda la possibilità che un network di fiancheggiatori abbia aiutato negli Usa i futuri dirottatori. Le indagini finanziarie hanno permesso di ricostruire i passaggi del denaro che arrivò alle cellule dei terroristi di Al Qaeda. Nonostante tutto lo sforzo investigativo, però, il dubbio che ci siano ancora cellule di Al Qaeda negli Usa (15 anni dopo) è forte. E l’attentato di San Bernardino lo fa ritenere ancora più plausibile.  Tra gli altri misteri che i 19 dirottatori si sono portati nella tomba, ci sono visite rimaste inspiegabili a Las Vegas nei mesi prima dell’attentato, uno strano incontro in Malaysia nel 2000 tra esponenti di Al Qaeda e due terroristi poi morti sull’ aereo finito al Pentagono e il bizzarro itinerario seguito la mattina dell’11 settembre da altri due dirottatori. Nessuno ha ancora capito perché Mohamed Atta e Abdulaziz Alomari, morti al World Trade Center, quella mattina compirono un complesso viaggio fino a Portland (Maine), prima di trasferirsi a Boston e imbarcarsi sugli aerei poi finiti sulle Torri Gemelle.