Norvegia, bonus ai migranti per tornare a casa: 1000 euro a chi riparte

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Paghi per emigrare, ma guadagni il doppio per ritornare a casa. In barba a muri, barriere e recinzioni, la Norvegia adotta la terapia soft per arginare il flusso massiccio e ininterrotto di migranti all’interno dei suoi confini: quella del compenso economico a seguito del quale accelerare  l’uscita dei profughi irregolari.

Norvegia, bonus ai migranti per tornare a casa

Del resto nel caos europeo della gestione dei flussi migratori, il dispendio di energie economiche è uno dei parametri più dibattuti e meno risolti, sia sul piano politico che su quello gestionale. E così, con un colpo di spugna, la Norvegia sfida convenzioni e strategie e sceglie di lanciare una lotteria interna mirata su migranti – e scafisti – e decisa  a scoraggiare la permanenza in casa di rifugiati e profughi e a riformulare i termini di un’ospitalità coatta e dispendiosa. Già, perchè conti alla mano, il bonus che il Paese nordeuropeo ha previsto per scoraggiare gli arrivi e le richieste di accoglienza imporrà spese inferiori a quelle previste – e fin qui affronate – per l’accoglienza…

Una lotteria per limitare gli arrivi (e risparmiare sull’accoglienza)

Un dato argomentato con l’inappelabilità verità matematica: e allora, per accelerare l’uscita dei migranti irregolari e risparmiare, la Norvegia ha lanciato l’idea della elargizione di una sorta di bonus: da questo momento in poi, la Direzione per l’Immigrazione (Udi) pagherà 10.000 corone (oltre mille euro) di incentivi economici che andranno ad aggiungersi alle 20.000 corone che già vengono assegnate di diritto. Ma, c’è un ma, anche in questa gara a premi per il rimpatrio agevolato: il bonus partenza sarà assegnato ai primi 500 migranti che si presenteranno volontari per ritornare indietro da dove sono faticosamente venuti. «Incoraggeremo più gente a tornare a partire pagando un po’ più di soldi, che non a tenerli qui. Se partono, noi risparmiamo molto denaro: ci costa molto avere gente nei centri di accoglienza» ha spiegato allora la ministra per l’immigrazione e l’integrazione, Sylvi Listhaug, citata dal sito della tv pubblica Nrk, aggiungendo di «sperare» che il progetto dell’Udi «abbia successo». Se così sarà, si lascia sfuggire infine il ministro norvegese, «se ne potrà aumentare l’ampiezza». E il reciproco tornaconto?