Nomine Rai, Gasparri all’attacco: «Esposto all’Anticorruzione»

«La nota con cui la Rai prova a giustificare la super infornata di esterni fatta dal direttore generale è gravissima». Lo dichiara il vicepresidente del Senato Maurizio Gasparri. «I numeri – sottolinea – sono quelli che abbiamo denunciato e in ogni caso restano palesemente violate le norme anticorruzione e statutarie relative al mancato job posting per i ruoli dirigenziali e alla assunzione di pensionati. Questo la Rai non può negarlo. Andremo quindi avanti con l‘esposto all’Anticorruzione e alla Corte dei Conti perché si faccia chiarezza. Furberie di qualsivoglia natura non sono tollerabili».

«In occasione dell’audizione del Direttore generale della Rai, programmata per giovedì in Vigilanza – annuncia Gasparri – , farò una vera e propria requisitoria circa le violazioni che sono state fatte in materia di assunzioni di esterni. La Rai non è una televisione sperimentale in cui si può agire come si vuole. Campo Dall’Orto forse non si è documentato abbastanza e ha completamente ignorato, o finto di ignorare, il piano triennale anticorruzione della Rai in proposito. Possibile mai che fra tutti i dirigenti e giornalisti in organico all’azienda non ci fossero professionalità all’altezza? Perché il job posting non è stato utilizzato per gli incarichi oggi ricoperti dai 20 esterni? Il Dg avrebbe dovuto studiare di più. Si sarebbe così reso conto anche che non poteva, per il coordinamento delle testate, creare una vera e propria redazione con un organico pletorico e costosissimo, composto anche da esterni, violando in questo modo non solo le norme anticorruzione ma anche quelle statutarie circa l’assunzioni di pensionati». «Giovedì metteremo Campo Dall’Orto di fronte alle sue responsabilità – conclude Gasparri -. Di tutto questo sarebbe poi interessante sapere cosa ne pensa il governo. Il maldestro attivismo che lo ha visto insistere per inserire il canone in bolletta, sonoramente bocciato dal Consiglio di Stato, non vorremmo servisse per coprire gli sperperi del nuovo Direttore generale».