Come educare i figli seguendo le teorie matematiche dei premi Nobel

Per “spegnere” i capricci dei figli ed evitare i conflitti è meglio usare un po’ di matematica, nello specifico di Teoria dei Giochi, la parte della scienza che studia le interazioni tra individui e che ha già diverse applicazioni nella pratica, dalla finanza ai rapporti politici tra Stati. Ad affermarlo sono Paul Raeburn, un giornalista scientifico padre di cinque figli, e Kevin Zollman, professore di filosofia alla Carnegie Mellon di Pittsburgh, in un libro dal titolo “La guida del teorico dei Giochi per il genitore: come il pensiero strategico può aiutarvi con i più tosti negoziatori che conoscete, i vostri figli”. Dopo alcune spiegazioni dei principi basilari di questa scienza, divenuta famosa grazie probabilmente al film “A beautiful mind” sul matematico John Nash e che ha già fatto vincere diversi Nobel per l’economia, il libro offre diversi consigli pratici. Ad esempio, consideriamo la teoria dei giochi dietro le punizioni o i premi per i figli – spiega Zollan al sito Livescience -. Tutti conoscono la storia del papà che andando in vacanza minaccia di girare la macchina se i figli non si comportano bene, e tutti sanno il finale: i figli ignorano le minacce. La teoria dei Giochi ha studiato la natura delle minacce già dalla Guerra Fredda. Il problema con quella fatta dal papà è che non è credibile. Lui vuole andare in vacanza quanto i figli, e loro lo sanno». Meglio quindi, spiegano gli autori, fare minacce più credibili, come di fermarsi in un ristorante sgradito al figlio, o di ascoltare musica che non gli piace. Anche la collaborazione tra fratelli può essere incentivata con qualche piccolo trucco derivante dalle teorie. «“Io taglio, tu scegli” può essere un buon modo per dividere cose – affermano -, mentre qualcosa che non può essere diviso può essere messo all’asta. L’obiettivo è sempre raggiungere il cosidetto “ottimo paretiano”, in cui tutti raggiungono il massimo della soddisfazione possibile senza intaccare quella degli altri». Altri insegnamenti utili della teoria sono che è meglio usare dei premi per assicurarsi un comportamento, piuttosto che dare qualcosa e poi minacciare di toglierlo, e che è inutile puntare sull’empatia se si ha a che fare con bambini molto piccoli, perchè semplicemente ancora non l’hanno svilupata, e quindi sarebbero tranquillamente in grado di mangiare una fetta di torta intera avendo davanti un bambino che non ce l’ha. «La teoria dei giochi non è una panacea – concludono gli autori -, e non può rispondere a qualsiasi problema si presenta. Ma utilizzando la visione strategica di questa disciplina si può ridurre la frequenza dei piccoli conflitti in grado di far impazzire anche il genitore più paziente».