New York sceglie Trump-Clinton. Tsunami di voti per il magnate Usa

Nel cuore di Manhattan è vera sfida con vista sulla Casa Bianca tra Donald Trump e Hillary Clinton. A pochi blocchi di distanza, tra la Fifth Avenue e Times Square, i due hanno festeggiato il rispettivo trionfo nelle primarie Usa dello stato di New York. Per il tycoon newyorchese – che apre le porte della Trump Tower a vip e giornalisti – è stato uno tsunami di voti: quaranta punti di distacco sul governatore dell’Ohio John Kasich quando è stata scrutinata la metà delle schede.

Primarie Usa, i newyorchesi bocciano Sanders e Cruz

Il senatore ultraconservatore Ted Cruz, fino a ora principale avversario di Trump, umiliato dai newyorchesi di cui aveva criticato i valori. Paga quelle parole a carissimo prezzo. Più sofferta, almeno all’inizio, la vittoria dell’ex first lady, a cui il senatore Bernie Sanders ha provato a mettere paura, con i principali media americani che a chiusura delle urne non si sono sbilanciati nel chiamare la vittoria: “Too close to call”. Poi l’esplosione di gioia, un boato liberatorio dei fan di Hillary riuniti all’Hotel Sheraton, a due passi da Times Square: a metà scrutinio l’ex segertario di stato ha dominato con oltre 17 punti di vantaggio. Anche per lei, hanno commentato le tv americane, una “big win”, una valanga di consensi. Tra i “Bernie boys”, che si sono dati appuntamento in un pub di Brooklyn, in pochi minuti si è passati invece dalla speranza in un miracolo alla delusione. Ma il finale triste era nell’aria, tanto che il senatore del Vermont nel pomeriggio di martedì era già partito per la Pennsylvania (dove si vota il 26 aprile) e in serata è rimasto lontano dai riflettori: una sorta di resa prima ancora che si conoscessero i risultati. Resta la campagna elettorale straordinaria condotta a New York, dove il senatore “socialista” è riuscito ad accendere entusiasmi tra i giovani che non si vedevano dai tempi di Barack Obama nel 2008. Sanders si è congratulato quindi con Hillary, ma non molla: «Ho ancora delle chance».

Botta e risposta tra Clinton e Sanders

Quello dell’ex first lady è apparso alla fine il risultato più importante della serata: ha conquistato un bottino più cospicuo di delegati, rendendo la generosa rincorsa di Sanders quasi impossibile. Mentre Trump, nonostante abbia sbancato New York, dovrà faticare ancora per sbarazzarsi definitivamente dei suoi rivali e scongiurare del tutto una convention repubblicana aperta, senza avere la nomination in mano. «È una notte incredibile. Faremo l’America più forte e più grande che mai. Grazie New York», ha esultato il magnate newyorchese che ha ribadito la sua linea: «Le aziende americane vanno all’estero, gli immigratri illegali sono spesso trattati meglio dei nostri veterani. L’Obamacare è un disastro. Tutto questo finirà», è stata la sua promessa. E Hillary Clinton è più che mai nel suo mirino. A poca distanza lei ha replicato: «Gente come Trump e Cruz spinge verso un’America divisa e francamente pericolosa. Invece di costruire muri noi abbateremo le barriere».